Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Il noto giornalista questa settimana non può non soffermarsi sul bailamme di Civitavecchia Servizi Pubblici. Spazio anche alla riconversione a gas di TVN

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CSP, INDOVINA INDOVINELLO… – … Forza, sorridiamo e tiriamo a campare. Simpatica la filastrocca che ci è stata compagna della fanciullezza, ma adesso, diventati adulti, il problema è un po’ più serio. Per noi e pure per voi, ammesso che troviate qualche manciata di minuti da dedicare alla lettura di questi “cattivi pensieri”, che ogni settimana frullano nella nostra testa. Comunque meglio non drammatizzare, suvvia cercate (e cerchiamo) di affrontare con leggerezza ogni momento scandito dalla quotidianità: fa buon sangue! Volendo, ad esempio, dare uno sguardo agli “affari” di <Casa Tedesco> (tra l’altro “lesionata dalle “scosse” causate dai consiglieri Cacciapuoti e Pepe), questi sono giorni di febbrile attesa perché siamo agli sgoccioli per quel che concerne la scelta del Cda di Csp. Ovvero della municipalizzata che ormai impazza sulle pagine dei giornali cartacei e telematici da almeno un mese e, vivaddio, siamo arrivati alla strizzata dello straccio. Rispetto al recente, anzi recentissimo passato è saltata fuori pure la novità di un nuovo aspirante all’establishment della struttura, il giovane Claudio Gaballo del quale si dice un gran bene. Dunque un altro nome importante che il Primo Cittadino dovrà tenere nella massima considerazione. E che certamente non agevolerà la complessa operazione della valutazione perché – stando agli informatissimi che dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina “vivono” in pianta stabile a Palazzo del Pincio – si farebbero di minuto in minuto sempre più poderose le spinte per questo o quel nominativo a seconda dell’appartenenza politica. Insomma si starebbe scatenando una lotta senza quartiere ( o senza esclusione di colpi, se più vi piace) alla faccia della meritocrazia e delle pari opportunità, che dovrebbero essere i principi fondamentali per garantire una managerialità qualitativa e competente. Ma tant’è, salvo clamorosi colpi di scena, la situazione sembrerebbe addirittura ingessata, nel senso che la scelta della triade (potrebbe però scapparci la sorpresona di un clamoroso allargamento che preveda, oltre al canonico leader, non due ma tre/quattro consiglieri) del Cda sarà figlia della maggiore forza di uno schieramento rispetto ad un altro e, pur provocando fortissimi mal di pancia, dovrà essere accettata “obtorto collo”. Accennavamo alla triade o meglio ai maggiori “indiziati” a ricoprire il ruolo di “numero uno” e al riguardo i bookmakers non hanno dubbi: i favori del pronostico vanno a Leonardo Roscioni (appoggiato dalla Lega) e a Francesco Serpa (punta di diamante di Fratelli d’Italia). Assai quotato pure Mirko Cerrone (fiore all’occhiello della Mecozzi’s band) che si avvarrebbe della “sponsorizzazione” di un imprenditore di rilevante peso specifico e in grado di incidere su decisioni e scelte degli esponenti di maggiore caratura della maggioranza. In sintesi, tre figure in pole position con serissime chances di impugnare il bastone del comando. Però, c’è un però. Ossia: se dovesse essere confermata la “regola del 3” per la composizione del consiglio di amministrazione, uno tra Roscioni, Serpa e Cerrone sarebbe di troppo per la semplice ragione che un posto spetta di diritto ad una rappresentante del gentil sesso. E al riguardo resta altissima la valutazione della “ceretana” Cinzia Marzoli, fedelissima del senatore Claudio Durigon e dunque in quota Lega. Ottime possibilità vengono attribuite financo ad un’altra “profumatissima rosa”, originaria del Sud e berlusconiana doc, dotata di un curriculum addirittura stellare. Allora, si può provare a tirare le somme? Risposta secca: dieci, cento, mille volte no! Anche e soprattutto perché la variabile (in questo caso capace di far impazzire ogni ipotesi, anche la più logica) inaspettata, e cioè l’eventuale allargamento succitato, potrebbe verificarsi per non creare fratture insanabili nella composita compagine governativa nel caso in cui i suoi maggiorenti non intendessero per nessunissima ragione fare un passo indietro (leggi: rinunciare alla ambitissima carica per Roscioni, Serpa e Cerrone). In sostanza: partita apertissima. Da seguire senza distrazioni e con la certezza assoluta che nessun partito sia disposto a farsi da parte. Perchè, come sosteneva il famosissimo ed importante ex ministro Giulio Tremonti,<le municipalizzate sono l’habitat naturale degli amici degli amici> . Capito bene? Ok? E allora: requiem per meritocrazia e pari opportunità! PS – Plausibile quanto riportato qui sopra oggi, ma, attenzione, nel giro di poche ore non sono esclusi sensazionali ribaltamenti. Le voci di corridoio difatti strisciano che è una goduria e sono così gradevolmente intonate che non sfigurerebbero neppure difronte al competentissimo pubblico dell’Ariston di San Remo dove va in onda il Festival canoro più famoso del mondo. Tra i gorgheggi più ricorrenti, delizia quello su Roscioni. Ovvero: non rientrerebbe più nelle grazie dei “capoccioni” leghisti per cui la sua opportunità di assumere la carica di amministratore delegato sarebbe ridotta ad un lumicino così fioco che più lumicino non potrebbe essere. Da non escludere poi che si possano aprire le porte del… Paradiso a Claudio Gaballo che, al pari dello stesso Cerrone, avrebbe dalla sua il sostegno di quel facoltoso impresario capace di fare il bello e cattivo tempo della stanza dei bottoni del Pincio. Eh sì, mica facile incastonare le tessere di questo tormentatissimo mosaico chiamato Csp. Senza dimenticare la “quota rosa”, che ha certamente un grosso valore. Assolutamente inestimabile sul piano strettamente partitico. E se tra i “litiganti” di sesso maschile per la conquista della leadership godesse una bella, simpatica e preparatissima signora, beh si potrebbe dare il via alla <Sagra dell’”arrapa mento”> no stop.

TURBOGAS, “PRESSING” SU TEDESCO – Pareva proprio che fosse finita tra le pieghe del silenzio la questione (mica trascurabile, giusto?) riguardante il futuro di Torre Valdaliga Nord. Ci hanno pensato i rappresentanti pentastellati a riportarla alla ribalta con una mozione che impegna Tedesco ad avvalersi di tutti i poteri che la legge Gli conferisce per scongiurare la riconversione a gas della Centrale di Tvn. <Il progetto dell’Ente – sottolineano i grillini – non risolve il problema ambientale, né quello relativo all’indotto e all’occupazione. E’ necessario voltare pagina – concludono – e battersi per creare un futuro senza ricatti occupazionali e baratti tra lavoro e salute>. Bene, aspettiamo la risposta del Sindaco. Dopodichè sapremo se la lotta contro il “gigante” elettrico sarà dura senza paura oppure finirà a tarallucci e flaccidi compromessi, nemici acerrimi della rinascita del nostro agonizzante territorio.