Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Inquinamento delle navi e dinamiche politico/lavorativo del Porto sono fra gli argomenti trattati dal noto giornalista Giampiero Romiti nel suo corsivo

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GRANDI NAVI, GIOIA (POCA) & DOLORI (TANTI). “Città galleggianti” sotto accusa, tanto per cambiare. L’uomo della strada cammina a testa bassa (guai ad alzarla: rischierebbe un’overdose di “veleno” o “sniffate” assai poco salutari di polveri sottili) e farfuglia tra sè e sè: vuoi vedere che è per inquinamento? Già, proprio così. Uno studio dell’Associazione ambientalista tedesca <NABU> ha infatti censito 80 (ottanta) navi da crociera scoprendo un’anomalia a dir poco straordinaria (leggi sensazionale nel senso più negativo possibile e immaginabile). Questa: solo 2 (tanto per non essere fraintesi o magari pensare che si tratti di un errore di battuta, ribadiamo: due, ripetesi due) di questi “marcantoni marini” hanno il buongusto o meglio ancora l’accortezza di utilizzare sistemi efficaci (e naturalmente virtuosi) per ridurre l’emissione di fumi nocivi al mille per cento. Ad onor di cronaca e dell’invidiabile industria made in Italy, fa enorme piacere che il suddetto studio abbia indicato nel gruppo <COSTA> una delle due meravigliose e rare mosche bianche che attentano di meno alla salute pubblica. Per il resto, peggio che andar di notte. Ed è maggiormente preoccupante avere appreso, sempre da parte degli esperti germanici, che compagnie di altissimo livello come <MSC> e <ROYAL CARRIBEAN> (che conoscono il nostro scalo come le tasche dei propri mega manager) fanno parte dell’esclusivo “club” riservato alle navi indifferenti ai problemi ambientali. Insomma è stato lanciato un assordante SOS per quel che concerne l’eccezionale effetto prodotto dai “giganti del mare” per l’inquinamento atmosferico. Fin troppo banale, quindi, affermare che anche e soprattutto Civitavecchia, sede di uno dei porti crocieristici più importanti del Mediterraneo e che ogni anno lotta per il primato con Barcellona, non sia messa davvero bene. Non mancano però gli scettici o comunque coloro che considerano tutti questi studi fini a se stessi e addirittura poco credibili. Vabbè, non solo la madre dei cretini è sempre incinta, ma pure l’esercito degli scettici s’ingrossa perché “votato” solo ed esclusivamente a difendere i propri grassi (e sottolineasi grassi) interessi. Non va infatti dimenticato che nel mese di luglio dell’anno scorso (2019, per chi lo avesse già dimenticato!) una ricerca elaborata da <TRANSPORT & ENVIRNMENT>, peraltro tenacemente e duramente contestata dalla lobby degli armatori, aveva asserito che le navi da crociera esalano anidride solforosa e biossidi di azoto 10 (dieci) volte in più della quantità degli stessi “veleni” prodotti nel 2017 da 260 (duecentosessanta) milioni di auto in circolazione in tutta Europa. Che dire: dati che fanno rabbrividire. E che contribuiscono a far lievitare la preoccupazione per la pubblica salute, tenuto conto che proprio in base a questi dati la classifica dei porti più inquinanti trova in testa Barcellona, seguita da Venezia, al terzo posto Palma De Mallorca e quarta, in competizione con Southampton, indovinate chi: Civitavecchia! Sempre a titolo di informazione, peraltro molto importante, occorre dare la sveglia ai “finti” smemorati affinchè tengano conto che nello scorso mese di Agosto (2020 naturalmente) al G7 di Barritz nove compagnie francesi e il gruppo “biancorossoverde” Grimaldi (cliente fisso del nostro scalo) hanno elaborato (e presentato) un documento dettagliatissimo, con il quale s’impegnano a diminuire le emissioni di inquinanti atmosferici e di gas ad effetto serra.Come è stata recepita la proposta? La stragrande maggioranza dei “megagruppi” crocieristici ha fatto orecchie da mercante ed è ineluttabile convivere con questi “titani” del mare che provocano briciole di gioia (la loro maestosità desta indubbiamente ammirazione) e un’abbondante dose di dolori. PS – Questo pezzo lo abbiamo elaborato dopo aver appreso numeri e notizie pubblicate su un “telematico” locale come al solito dal collega Maurizio Campogiani, che nello specifico settore della portualità è il migliore in senso assoluto e offre un’informazione precisa e preziosa. 

AUTORITA’ PORTUALE, TREGUA ARMATA. Rinviato a data da destinarsi lo “storico” sciopero del personale del <Santuario> di Molo Vespucci e così i gazzettieri-jukebox, già pronti a suonare “el deguello” all’establishment dell’Authority, han dovuto rinviare il funereo assolo e rimettere a malincuore la cornetta nella custodia. Resta in atto, però, lo stato di agitazione dato che i dipendenti hanno ritenuto insufficienti “pensieri & parole” del segretario generale, dottoressa Macii, durante il “faccia a faccia” con le OOSS tenutosi nei giorni scorsi. Non sono state, difatti, convincenti le argomentazioni riguardo: (1) la gestione generale dello scalo; (2) gli annunciati spostamenti dei lavoratori nei vari settori; (3) il completamento della pianta organica. Insomma: la politica “praticata” dai vertici dell’Autorità Portuale viene considerata non solo inadeguata ma addirittura negativa e pertanto dirigenti e impiegati, perfettamente sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Mare Porti, sono sempre, e più che mai, pronti ad incrociare le braccia se non venissero accolte le richieste sintetizzate nei tre punti suindicati. Richieste, obbligatorio sottolinearlo, precise e perentorie, che saranno ribadite con forza in un prossimo incontro fissato, stavolta, con il presidente Di Majo. I gazzettieri-jukebox stiano pertanto sereni: non scarichino le mitragliatrici, la rivoluzione copernicana degli addetti ai lavori dell’Authority è pronta a provocare un evento memorabile (mai uno sciopero dal ’94 ad oggi) e il “capo” e la “vice” dell’Ente si salveranno solo se dotati di giubbotti antiproiettile. Signori, è proprio una libidine!!!