Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

CSP, UNA POLTRONA PER DUE. Dice: bella festa d’addio al 2019 quella organizzata il 31 dicembre scorso in piazza Fratti. Vero: complimentissimi alla giunta Tedesco per la perfetta organizzazione e, naturalmente, ai protagonisti che sul megapalco hanno dato uno straordinario saggio della propria bravura. E poi il magnifico attimo fuggente dei botti: un “pieno” d’allegria e un calcio in culo alla malasorte. Non tutti, però, hanno squarciato il silenzio di una notte indimenticabile: ne rimangono altri (due? tre? quattro? lo sapremo anno nuovo facendo) gelosamente custoditi nell’angolo più “intimo” della stanza del Primo Cittadino. Sono pronti all’uso, ma secondo i rumors di Palazzo del Pincio ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di sentirli e solo allora si capirà se sarà un 2020 capace di regalare novità a iosa. Vabbè, “strizziamolo” questo “straccio” e cerchiamo di afferrare cos’è che impedisce lo scoppio dei botti rimasti “immacolati”. Semplice: il primo dei vari nodi da sciogliere è la scelta del cda della municipalizzata CSP, che attende impaziente i sostituti dei dimissionari Francesco De Leva, Pietro Degli Effetti e Vittoriana Megna. Stando ai bene informati, soprattutto la “battaglia” per il leader dell’<azienda>, già iniziata da qualche settimana, aumenterebbe giorno dopo giorno di intensità e tra gli esponenti dei vari partiti dell’esecutivo in questo preciso istante l’armonia sarebbe pura illusione. Bene, dobbiamo crederci o saranno solo chiacchiere destinate ad evaporare nello spazio di pochi giorni? Non importa, comunque vada, signori: il bello della politica prevede talvolta momenti di tensione, perché accaparrarsi una “soffice” poltrona è pur sempre un prestigioso ed ambizioso obiettivo da centrare. E non c’è troppo da meravigliarsi se per l’egemonia di CSP sembrerebbe che gli avvocati Francesco Serpa e Leonardo Roscioni rappresentino un enorme, difficilissimo dilemma per il sindaco Tedesco, pressato davanti, dietro e ai fianchi dagli “aficionados” dei due pretendenti alla successione di De Leva. Chi impugnerà il bastone del comando? Per la cronaca si sono scomodati pure i bookmakers, propensi ad offrire ad una quota più bassa Serpa (quindi favorito), il quale, si ricorderà, subito dopo (addirittura in tempo reale) aver ottenuto le preferenze necessarie per accomodarsi nell’aula Pucci, rassegnò le dimissioni da consigliere perché promesso (si disse con certezza assoluta, anche se è rimasto sconosciuto il suo “potente”mecenate) “numero uno” di CSP. Questo il punto cruciale dell’intera vicenda: tale impegno sarà mantenuto? Può darsi, epperò non è scontato. Anche Roscioni, infatti, pare sia “sponsorizzato” alla grande da personaggi che contano nell’entourage “tedeschiano” e poi va detto che ha dalla sua una grossa considerazione e per il suo passato di fedelissimo dell’ex sindaco De Sio e di assessore della giunta Moscherini e, qualità apprezzabilissima, per la stima che gode da parte della società civile. Insomma: tanto per usare una metafora sportiva (che non guasta mai), sarà una bella lotta, da seguire con la massima attenzione e fortemente incerta. Ma non finisce qui: manca infatti di individuare la terza “pedina” del Cda. Assodato che sarà una rappresentante del gentil sesso, si mormora con una certa autorevolezza che a determinare la scelta sia l’ex sottosegretario salviniano (di ferro), Claudio Durigon, sempre più deus ex machina dell’attuale “governo” cittadino perché – dopo aver spinto Claudia Pescatori in un assessorato pesante come quello dello sviluppo e commercio (senza dimenticare altri settori nevralgici come associazionismo, lavoro e pari opportunità, trasporti, affari istituzionali) – se mettesse a segno pure questo colpo in Csp, aggiungerebbe nello scacchiere centro-destrorso un’altra pedina fondamentale della Lega, che di fatto diverrebbe il “centro di gravità permanente” (copyright Franco Battiato) della maggioranza. Domanda: con buona pace dello squadrone formato da La Svolta, Fratelli d’Italia e Perello; di Forza Italia e del “senza fissa dimora” Mecozzi ? Alzi la mano chi è in grado di fornire una risposta certa.

RIMBORSI A 5 STELLE IN… GRANDE RITARDO. La notizia è rimbalzata su tutte le colonne dei media nazionali. Questa: sul blog del M5S è stato dato l’ultimatum ai parlamentari (grillini ovviamente) in ritardo con rendiconti e restituzioni di stipendi e rimborsi, che non sono stati ottemperati entro il “defunto” 31 dicembre. A sollevare il caso -riporta testualmente il quotidiano “Il Fatto Quotidiano”- il senatore Gianluigi Paragone (peraltro espulso dal Movimento proprio all’alba del 2020) che ha stilato in una diretta facebook l’elenco dei colleghi che nel 2019 non hanno versato un solo euro. A farne parte anche la presidente della Commissione Esteri della Camera, Marta Grande. Insomma: l’insigne deputata, espressione (positiva? negativa? giudicate voi) del nostro territorio è finita nella black list, ma c’è da augurarsi che proprio al fotofinish (ovvero l’ultimo giorno dell’anno scorso e quindi in tempo utile) abbia onorato l’impegno giuridico e morale, assunto nel preciso istante in cui ha messo piede nell’aula di Montecitorio. In tal caso il dovere di brava pentastellata sarebbe stato adempiuto alla Grande.

COSE(R) DA FAVOLA TRA BARBETTA E DE SIO. In chiusura un “pensiero buono. Eccolo: se nel prossimo campionato di serie B i risultati del setterosa della Coser fossero identici alla straordinaria capacità dimostrata nell’assicurarsi il sostegno di brand internazionali, per le ragazze del giovane tecnico Daniele Lisi il sogno della A2 non sarebbe impossibile. Dopo aver consolidato uno strepitoso rapporto di collaborazione con la Fondazione Molinari (non basterebbero mille aggettivi per sottolineare la gigantesca caratura e l’impareggiabile qualità della sambuca più famosa del mondo), il dinamico direttore sportivo Cesare Barbetta ha aggiunto un’altra preziosissima perla alla sua (e al club presieduto da Antonio Parisi) collana di successi per l’acquisizione di marchi a dir poco superlativi. Sarà difatti main sponsor del team gialloblù nientemeno che l’azienda cinese ZTE (con sede a Shenzhen) leader nel settore delle telecomunicazioni, che conta oltre ottantamila dipendenti e fattura circa 14 miliardi l’anno. L’eccezionale partnership è maturata anche e soprattutto grazie al fruttuoso interessamento dell’ex sindaco Alessio De Sio, chief comunication and institutional di ZTE Italia, il quale merita un’assordante standing ovation per aver agevolato un simile, rilevante (e manco poco!) “gemellaggio”.