Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

D’OTTAVIO, CANTASTORIE STONATO. Via Isonzo, trafficatissima e soggetta ai malefici “scherzetti” del maltempo. Giorni cupi, pioggia a catinelle, allagamenti e crolli in ogni dove. Già, crolli. Anche e soprattutto di mura. In particolare le ormai “famose” di via Isonzo, che già erano state prese di mira da un’inaspettata caduta qualche mese fa, esattamente nello scorso giugno. Adesso un’altra fetta delle stesse ha smesso di “reggersi in piedi” e tristezza e rabbia sfrecciano appaiate lungo l’importante arteria. Tristezza? Sicuro, dinanzi ad una situazione così disastrosa non si può non provarla. Ma perché rabbia? Per la consapevolezza di aver creduto a promesse ingoiate dal nulla e mai mantenute. Eh sì, ci sarebbe poco da dire, se non fosse che l’assessore ai Lavori Pubblici, Roberto D’Ottavio, abbia aggiunto un’altra perla alla sua personalissima collana di enunciazioni, così singolari da suscitare mica ilarità ma incredulità per il semplice motivo che ti chiedi come e perché mai possa aver ottenuto un importantissimo incarico come, appunto, quello di responsabile dei LLPP. E’ accaduto, infatti, che – dopo il primo crollo di via Isonzo, le iniziali “medicazioni” (transennamenti)  applicate alla “ferita” e le indicazioni tecniche sicuramente e giustamente acquisite – a distanza di poco meno di due mesi dal disastroso evento, esattamente il 24 agosto (di quest’anno, naturalmente), il nostro dinamicissimo (sic!) e baldo (arisic!!!) assessore ebbe a rilasciare ad un’emittente televisiva locale la solenne dichiarazione: <La città ha subìto un colpo molto duro, ma ritengo che entro il prossimo 10 (dieci) Settembre  il problema sarà risolto>. Parole chiarissime (che sono perfettamente registrate e in nostro possesso, per cui non smentibili per nessunissima bizzarra ragione) e certamente il D’Ottavio sarebbe stato meritevole di una oceanica standing ovation salvo accorgersi, oggi, che dalla data  della “marinaresca”  promessa settembrina, siamo arrivati ormai alle porte di dicembre. E per giunta (ma questa è jella…) s’è sommato al precedente un altro crollo, sicchè “campa cavallo (pardon, D’Ottavio)…”. Ci preme comunque, per dovere di esatta ed obiettiva informazione, sottolineare che, trattandosi di smottamento di mura medievali, si pensò che spettasse alla Sovrintendenza di stabilire quale fosse il materiale da utilizzare per il ripristino. In base a ciò, quindi, si sarebbero potuti allungare i tempi per ridare alle mura l’antica fisionomia. Anche in tal caso, però, proprio l’assessore avrebbe dovuto esserne consapevole e non sparare la supercàzzola (“metteremo tutto a posto entro il 10 settembre”), che sicuramente non è una lucente medaglia da fissare sul bavero della sua giacca. E andiamo avanti, “percorrendo” ancora via Isonzo. Dove sgomma una feroce critica da parte dei Verdi. I quali, senza tanti fronzoli e badando all’essenziale, si chiedono e chiedono (a chi se non al D’Ottavio?): <Cosa si stia facendo per “risanare” le mura e quanto altro tempo debba trascorrere perché i lavori prendano il via>. Poi: <Invece di dedicarsi ad alcune alberature rimosse con tanta premura in zone non pericolose, forse sarebbe stato più opportuno occuparsi di “particolarità” ben più importanti. Per concludere – ecco la stangata finale – l’assessore ai Lavori Pubblici dovrebbe spiegarci per quale motivo via Isonzo non meritasse lo stesso criterio d’urgenza adottato, invece, per il PalaGalli>. Ma tu guarda, pure ai Verdi non è sfuggito il “mistero” (assolutamente non buffo…) dello Stadio dove si pratica l’attività natatoria e pallanuotisica. E, a proposito, ci risulta che il D’Ottavio (nel corso di una interessantissima e ottimamente confezionata intervista via facebook), incalzato da una giornalista sulla polemica che in questa rubrica avremmo “acceso” sul PalaGalli, abbia così risposto: <E’stato tutto strumentalizzato da chi parla senza sapere di cosa si stia occupando>. Bravo assessore, la risposta data è davvero straordinaria, addirittura centratissima. Attesta che, non riuscendo a chiarire alla bravissima intervistatrice cosa in realtà che non va al PalaGalli, ha “sputato” una banalità, che è la plastica ed inequivocabile dimostrazione di interpretare il Suo ruolo in maniera non esattamente proficua. Tanto per rinfrescarLe la memoria,  non ci siamo mai permessi di polemizzare né con Lei, né con la Snc (alla quale tiene tanto, vero?) e né con i competenti tecnici dei LLPP, ma, appreso che il Palagalli “soffrisse” di “carenze strutturali” evidenziate da validi esperti, abbiamo semplicemente e doverosamente chiesto quali e di che natura fossero , temendo  che, in quanto tali (vogliamo sperare che quando si parla di “strutture” Lei convenga che non si possa scherzare)  potessero rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità. Assessore, questo lo considera strumentale e addirittura un parlare a vanvera? Anziché ricorrere, durante l’apprezzabilissima trasmissione, alla Sua qualunquistica risposta, perché non ha finalmente svelato il vero, inoppugnabile, sacrosanto significato di quelle due paroline, “carenze strutturali”?  Perché continua a non fornire esaurienti spiegazioni sulle effettive condizioni” in cui versa il PalaGalli? Comunque su questo non irrilevante “argomento”, ne abbia certezza, non Le daremo tregua. Però non si agiti: facciamo giornalismo per “confezionare” notizie certe, provate, soprattutto utili per una correttissima informazione a beneficio dei cittadini e (se lo cacci bene nella Sua testolina) non per compiacere a chicchessia o per “ritorni” personali. Ci fermiamo qui e La salutiamo, assessore. Ricordandole solamente una ultimissima cosetta: svolgendo questo modestissimo mestiere, ogni volta che ci accingiamo a trattare un argomento, non trascuriamo mai di accertarne a fondo ogni aspetto e di presentarlo, così, ai lettori dotato della massima credibilità. Sul PalaGalli non abbiamo assolutamente fantasticato ma riportato quel che risulta nella relazione tecnica. Allora? Dov’è la strumentalizzazione? Forse nelle (nostre) continue richieste di conoscere quali e di che natura siano le “carenze strutturali” da sanare? Richieste che Lei puntualmente non soddisfa, preferendo incredibilmente predicare male per poi razzolare chissà in che modo. Ma se tanto dà tanto…

ORGOGLIO CITTADINO E NAZIONALE. Premessa: non sono solo “cattivi pensieri” quelli che ronzano in questa rubrica. E quando brillano nel nostro cielo avvenimenti e personaggi eccezionali, siamo ben lieti di contrapporli a quelli che invece procurano inquietudine. Sotto, pertanto, con il “buon pensiero”. <Unomattina>, la notissima trasmissione televisiva di Mamma Rai ha portato alla ribalta il giovanissimo Massimiliano Foschi. Il quale, grazie alle sue straordinarie (ma altri mille aggettivi non sarebbero eccessivi) doti, ha conquistato la medaglia d’oro (ed è addirittura la terza che colleziona) ai Campionati Internazionali di Giochi Matematici. Foschi è stato premiato a Parigi e di recente al Pincio ha incrociato con invidiabile naturalezza lo “sguardo” della Tivvù, che talvolta crea non poco imbarazzo. Ma che Massimiliano fosse un ragazzo speciale, si è capito nell’istante in cui, illuminato dai riflettori, ha dichiarato: <Non sono un genio. Ho una predisposizione naturale, però i risultati si ottengono con l’impegno e la dedizione>. Parole che andrebbero scolpite su una candidissima lastra di marmo di Carrara da piazzare in evidenza nella parete centrale dell’Aula Pucci.  Non solo per onorare il favoloso talento, ma anche e soprattutto per non dimenticare mai qual è il “mezzo” più efficace per raggiungere e centrare ragguardevoli obiettivi. Complimentissimi Massimiliano Foschi!!! 

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