Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

L’ITALIA E’ VIVA E IL PD?. Il titoletto non inganni: lungi da noi anche il più sbiadito dei riferimenti al quadro nazionale. Vale (il titoletto, appunto) solo ed esclusivamente per Civitavecchia, la nostra bella città d’incanto, dove all’improvviso i piddini doc rischiano di essere delle autentiche mosche bianche. Esagerazione? Forse. E poi, cerchiamo essere un po’ elastici, si fa anche per dire, o meglio scrivere, che è davvero triste che il “mondo” della sinistra, civitavecchiese, continui inesorabilmente a sgretolarsi. Inoltre è questa anche e soprattutto l’occasione per sottolineare in grassetto l’importanza dell’operazione messa in atto da numerosi ex PD. A fare da apripista, non più tardi di un mese fa, sono stati gli ex segretari locali Clemente Longarini ed Enrico  Leopardo, e nella prateria apertasi all’improvviso, e forse alcuni pure inaspettatamente, si sono messi a galoppare, ventre a terra, Marietta Tidei, Jenny Crisostomi, Alessio Gatti, Marina Pergolesi, Roberto Fiorentini, Silvia Serrau, Mauro Bonomo, Consuelo Marri, Fausto Tranquilli, Stefania Caria, Manolo Peris, Roberta Dolenz, Giovanni Formisano, Antonella Appetecchi. La domanda ci arriva da lontano, ma non perde di intensità: quale sarebbe questa prateria? Beh, abbiamo pensato male a ritenere che addirittura si potesse capire al volo, ma visto che così non è stato, in primis ci scusiamo, e poi rispondiamo: ITALIA VIVA.  Sì, il nuovo partito (si può già chiamare così???) che ha il dominus in Matteo Renzi, svincolatosi definitivamente dalle grinfie piddine e proiettato verso mete  non impossibili, specie  se le truppe cammellate si gonfieranno di non pochi esponenti, cosiddetti moderati, ormai stanchi dell’immobilismo che si sta registrando in Forza Italia. Vabbè, sono queste pure e semplici fantasticherie: chi vivrà vedrà. Intanto però, per restare ai fuoriusciti  nostrani dal pidì, vien da chiedersi se gli stessi ritengano di aver scelto di confluire in un’”organizzazione” di sinistra o di chissa cosa. Il già largo numero di persone suindicate (cariche di cultura, di creatività e di irresistibile voglia d’innovazione), al di là degli incontri ravvicinati che avranno con il furbissimo leader dell’evidentemente  mai appassito Giglio Magico, il giorno in cui si troveranno vis-à- vis con un pur rispettabilissimo Lele Mora ( accolto alla Leopolda da una strepitosa standing ovation) tratteranno di temi sinistrorsi o di gossip? Ma ripetiamo: siamo solo agli inizi di un “progetto” che potremmo infarcire di tutti gli aggettivi possibili e immaginabili, ma  ha ancora la sua pecularietà nella verginità e dunque abbisogna di tempo per essere giudicato. Nel frattempo va però reso onore alla schiettezza (e all’onestà intellettuale) dell’onorevole Marietta Tidei , la quale con voce (appena) strozzata dall’emozione ha esclamato: <Animata da un entusiasmo che non vivevo da tanto tempo, nel progetto di “ITALIA VIVA”  ho ritrovato una visione sull’Italia, sull’Europa e sul futuro che nel Pd non trovo più. Le sfide vanno lanciate, solo giocando si può vincere: questa è la vera forza di Matteo Renzi>. Allora? Parole che meriterebbero di essere sommerse da una valanga di applausi, essenzialmente perché  sono la prova provatissima di saper afferrare (o prendere al volo che dir si voglia)  il momento propizio per effettuare scelte convenienti.  E’, questa di Italia Viva, infatti la nuova “genialata” dell’onorevole Marietta e la conferma che sia dotata di una straordinaria capacità di saper cogliere al volo le occasioni a Lei (e per Lei) più propizie. La Sua ancor giovanissima storia vale già più di cento, mille sterili parole: ritenne autodistruttivo ripresentarsi alle politiche perché, coi sondaggi che asfissiavano il Pd, sarebbe stata certamente trombata e ripiegò, allora, sulla più comoda kermesse regionale ed ottenne un’agevole e scontatissima elezione. Due colpi  ottimamente (e opportunisticamente…) assestati e braccia al cielo in segno di vittoria! Oggi, nuovo cambio di marcia per la Tidei, la quale, chiarissime le sue  parole, ama giocare e ITALIA VIVA rappresenta per Lei un’altra (sarà l’ultima???) libidinosissima partita da affrontare con ferrea determinazione.   Ah, dimenticavamo. Alla lunga lista di neorenziani va aggiunto pure  Fabio Angeloni, da sempre “mente” del sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei. La notizia, succulenta e manco poco, per ora finisce qui. Resta solo da stabilire, a questo punto, quali e quanti contraccolpi abbia causato il non trascurabile esodo  al Pd “capitanato” dal giovane Giannini. Che ancora non s’è fatto sentire e di sicuro aprirà il Suo microfono in tempi presumibilmente brevi. A meno che non succeda  pure a Lui, zingariettiano di ferro (ma di questi tempi non c’è mica da meravigliarsi difronte ai fulminei cambiamenti…) di restare folgorato sulla strada del rottatamatore di Rignano.  Vabbè, è questa solo una “botta” di fantapolitica. O no?

PALAGALLI, A CHE PUNTO SIAMO?. Già, la domanda non è mica la classica stronzata della settimana. Ci preoccupa, difatti, che da settimane  non si sappia più nulla del monumentale Stadio del Nuoto che, a detta dell’assessore nonché ex presidente rossoceleste D’Ottavio e dei tecnici dell’ufficio dei Lavori Pubblici, presenta delle lacune strutturali da sistemare immediatamente con la “modica” cifra di 150.000 (centocinquantamila) euro. Bene, è d’obbligo passare alla seconda domanda: il “maquillage” è iniziato? E’ già stato eseguito? Possibile pure che ci abbia fatto marameo l’udito, epperò non ci pare assolutamente di aver sentito qualcosa. E soprattutto non abbiamo avuto neanche il piacere di ascoltare la suadente voce del sindaco/delegato allo sport, avvocato Ernesto Tedesco, il quale ( forse perché in altre numerosissime faccende affaccendato e costantemente impegnato in servizi fotografici  che non disdegna affatto) non ha avvertito la necessità di far sapere quanti e di che natura siano i preoccupanti problemi strutturali del PalaGalli. Insomma: è la terza volta che il Primo Cittadino snobba il nostro invito di convocare una conferenza stampa: (1) per gettare un doveroso ed  abbagliante fascio di luce sul “tempio” del Nuoto, (2) per tranquillizzare coloro che lo frequentano con assiduità e (3) per assicurare i “suoi” concittadini che i soldi pubblici non vengono buttati dalla finestra.

CIAO ANGELO. Ancora una notizia dolorosa, accidenti. Ci ha lasciato, all’età di 76 anni, Angelo D’Ezio, calciatore di enormi qualità atletiche, cresciuto nelle giovanili della Mancini e che per lunghissimi anni è stato tra i giovani più ammirati dal folto pubblico dell’allora Comunale oggi ribattezzato Fattori.

Angelo D’Ezio

Dopo le sue  apprezzate performances rossoverdi, Angelo ha girato in lungo ed in largo il Lazio (e non solo) anche da tecnico, ottenendo pure in questa veste ottimi risultati. Un altro Suo periodo particolarmente  felice è stato quello trascorso, come direttore sportivo, nell’Astrea, altro suo autentico “amore”, secondo solo a quello provato per la Mancini. Il mondo dello sport civitavecchiese piange la sua prematura scomparsa e non sarà facile – per chi con Angelo ha diviso giornate di duro “lavoro” nelle interminabili sedute di allenamento, gioito al termine di partite vittoriose e recriminato dopo quelle meno fortunate – dimenticare i suoi gesti cortesi, la disponibilità al dialogo, l’enorme cuore che non smetteva mai di “correre” dal primo al novantesimo minuto e i giganteschi valori morali sempre emersi con semplicià e assoluta convinzione. Ci mancherai, Angelo. Ciao