Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

Investimento eccezionale. Domanda apparentemente ingenua: ci si può interessare della centrale di Torre Nord a circa dieci anni dall’entrata in funzione dell’alimentazione a carbone? Risposta appropriatissima: assolutamente sì. Ed infatti il Gruppo Interdisciplinare di Monitoraggio e Controllo Energia e Ambiente (composto da medici e tecnici) ha fatto le pulci all’impianto di Tvn evidenziando anzitutto che le tonnellate di fossile utilizzate ogni anno sono state più di  4 (quattro) milioni, superando il limite stabilito di 3.600.000 (tremilioni e seicentomila). Ma l’aspetto più interessante dello studio rileva che il rientro dal capitale investito dall’Enel per la riconversione (“benedetta” dalla Giunta comunale “diretta” dal sindaco forzista Alessio De Sio) è avvenuto dopo solo tre anni, poi, nei successivi sette, sono stati accumulati ragguardevoli utili. Insomma: stando a questa ricerca del “Gruppo” il ricorso al carbone s’è rivelato un affarone per l’Ente e semmai il management “elettrico” avesse festeggiato, beh ci sarebbe poco da ridire. Vien però da chiedere e da chiedersi  se parimenti straordinari o addirittura favolosi siano stati i benefici  per Civitavecchia e i suoi “figli”. E qui si potrebbe e dovrebbe aprire un largo dibattito, partendo sicuramente dal presupposto che troppo, anzi  smisuratamente troppo,  la nostra città ha dato, ricevendo però maledettamente poco (pardon, più realistico affermare: niente!!!)  per la salvaguardia ambientale e la salute pubblica. Certo, sarebbe riduttivo puntare l’indice solo ed esclusivamente contro l’Enel, ben sapendo che molteplici sono le cause dell’inquinamento toccatoci  in (mala) sorte – porto e traffico cittadino sono le altre principali “fabbriche” di veleni –  ma è certissimo, e va urlato a squarciagola, che da sempre i signori del  Palazzo abbiano azionato  le leve del potere unicamente  per non urtare la suscettibilità (vabbè, chiamiamola pure così…) delle intoccabili lobbies, fregandosene della gente comune costretta a subire dolorose e mortificanti conseguenze senza poter reagire come sarebbe stato logico che accadesse.

“La madre…degli imbecilli è sempre incinta”, recita il famoso sempreverde adagio, che rende così bene l’idea da far capire quanta pochezza d’animo riesca ad albergare negli individui capaci di guadagnarsi il classico quarto d’ora di sputtanamento generale per  la propria inconcepibile stupidità. Lo sanno anche i sassi ormai quel che è riuscito a combinare un giovane civitavecchiese (inutile ripetere il nome ed il cognome, peraltro noti per essere stati più volte riportati sui taccuini dei cronisti sportivi al seguito del sestetto di volley ) che, e non poteva essere altrimenti, ha reso un pessimo servigio alla città. Lui, tifosissimo giallorosso, ha lanciato inconcepibili strali razzisti contro il difensore Juan Jesus, definito ignominiosamente “maledetto scimmione” e invitato (ma che gentile l’ex pallavolista…) a “stare meglio al giardino zoologico”. Naturalmente il protagonista di questa stratosferica impresa imbottita di vergogna s’è detto pentito di aver scritto frasi tanto insulse, ribadendo inoltre  di non essere razzista.

Il difensore della Roma Juan Jesus

Non ha mancato però di aggiungere che ci sta di aver  ricevuto il daspo (ovvero non potrà più varcare la soglia degli stadi per assistere agli incontri della Roma), ma non di essere stato stritolato dai media per volere del club del presidente Pallotta, responsabile, a suo blaterare, di aver  portato alla luce del sole gli “apprezzamenti”  riservati al difensore centrale della “magica”. No, siamo in totale disaccordo con il fu regista (palleggiatore) di pregevoli azioni ed oggi di vomitevoli giudizi: ha agito benissimo la Roma mettendo al corrente il mondo intero (sportivo e non) che esistono persone evidentemente inadatte a far parte di una società civile. E per questo, e più che mai, devono essere “condannate” al pubblico ludibrio.

Il porto della discordia. Striscia sempre più la voce che il management  del tempio di Molo Vespucci (Autorità Portuale) intenderebbe tassare chi abbia la voglia o la necessità (fa lo stesso…) di mettere piede nell’area portuale. Voce che ha provocato non poche reazioni, naturalmente negative e addirittura violente. Senza entrare nel merito di tale (eventuale) decisione, peraltro ancora non ufficializzata, sarebbe però interessante capire per quale serissima ragione il presidente ed i suoi più stretti consiglieri abbiano pensato di “confezionare” una novità così straordinaria. D’accordo, si sa che il numero uno dell’Authority non ha la fortuna di essere supportato da collaboratori a diciotto carati, ma non vorremmo che a costoro – svegliatisi  dal chilometrico letargo estivo (e non solo) – lo scongelamento cerebrale (ammesso che sia avvenuto perché chi li conosce nutre fortissimi dubbi)  avesse contribuito a far intraprendere un’iniziativa così impopolare al buon Di Majo. Non tutto è perduto, però. Nel senso che proprio il numero uno dell’Autorità Portuale ha l’opportunità (e soprattutto il dovere) di spiegare perché intenda imporre l’indigesto balzello. Come? Convocando una conferenza stampa, utile per illustrare il “disegno”  che sarebbe stato prodotto (il condizionale è d’obbligo poiché il disegno stesso non si conosce in tutta la sua interezza) e per affermarne la giustezza in base allo studio (?) che ha spaccato (sic!!!) le meningi ai “cervelloni” di cui sopra. Ecco, l’augurio è che vada così e pure che nel corso dell’incontro con i giornalisti il presidente chiarisca una volta per tutte se lo scalo marittimo fa parte di Civitavecchia oppure ne è un corpo talmente estraneo da permettergli di fare e disfare talvolta la tela come meglio (o peggio) creda. E se così risultasse, allora Di Majo dovrebbe dare le dovute spiegazioni sulle vagonate di soldi pubblici, “scaricate sul piazzale antistante l’Authority per lavori peraltro tuttora incompiuti. Come se non bastasse, poi, il presidente potrebbe cortesemente spendere qualche parolina sui  servizi (che, va tenuto sempre presente!,  sono erogati grazie ai contribuenti )  che la città (e sottolineasi città, non porto!) fornisce ai crocieristi. Allora, arriveranno ‘ste delucidazioni ? Auguriamoci di sì, soprattutto perché sarebbe il mezzo più proficuo per non mettere in discussione la credibilità e le “virtù” manageriali del “principe” di Molo Vespucci.

Fake news. Può una trasmissione televisiva destare scalpore e rivelarsi un fantastico “unicum”? Parrebbe proprio di sì, se è vero che sindaco e vice sindaco dagli schermi dell’emittente Trc, venerdì scorso, hanno di fatto tranquillizzato i cittadini, rassicurandoli di non dare sempre credito a quel che riportano gli scriba locali, così bravi e creativi da confezionare autentiche fake news, inglesismo  (o anglicismo,  se piace di più) che va tanto di moda (e usato specialmente da quelli che sono o si sentono bravi) ma che significa molto più semplicemente: falsa notizia.

Tedesco e Grasso

Alla specifica domanda riguardante “le tensioni all’interno del centrodestra esplose con i consigli comunali dedicati alla Centrale di Torre Valdaliga Nord”, sia Tedesco che Grasso hanno risposto senza scomporsi: <Non capiamo come e perché si possano e debbano far veicolare inesattezze così piramidali. Stiamo lavorando con straordinario impegno e tutto fila per il verso giusto>. C’è poco da fare: parole nitidissime.Eppure la certezza del dubbio ci assale. Ovvero: per due giorni di fila ci siamo trovati davanti agli occhi due titoli trasparenti come acqua di fonte. Eccoli:  <Il turbogas a Tvn manda in pezzi la maggioranza>,  <Il caso Enel lascia ferite tra alleati>. Titoli, bene inteso, certamente ancora impressi nella mente di migliaia di lettori di un diffusissimo quotidiano. E, per dirla tutta, noi non siamo neppure sfiorati dall’idea che l’autore di quei titoli (ossia lo “specchio” e la sintesi perfetta di altrettanti testi chiarissimi) abbia dato sfogo alla propria sconfinata fantasia mandando affanculo la verità vera per privilegiare “invenzioni” belle e buone. Prendiamo però anche atto della rigidissima presa di posizione di Primo e Secondo Cittadino e nell’attesa di scoprire chi si è “divertito” a ciurlare nel manico, auguriamo ai tanti (speriamo) o pochi (ugualmente amabilissimi), che seguono questa rubrica, una domenica speciale ed una settimana specialissima.