Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

Settembre consuma le sue ultime giornate imbottite di sole e si prepara a dare il benvenuto al suo “fratellino” Ottobre che non potrà assolutamente adagiarsi sulla precedente monotonia, figlia, forse, dell’insopportabile calura che ha non poco intorpidito una città già parecchio fiaccata da inquinamento, disoccupazione giovanile, scarsissima “intraprendenza” imprenditoriale e ancora limitata iniziativa dei gagliardi e tosti politici di casa nostra. D’accordo, non c’era da aspettarsi granchè data la brevissima distanza intercorsa tra l’epilogo della kermesse elettorale e l’insediamento della nuova Giunta a Palazzo del Pincio. Comunque qualcosa c’è stato in questo mese che, pertanto, non è tutto da buttare e neppure da nascondere tra le pieghe del nulla. Qualche esempio significativo che ha stuzzicato l’interesse dei poveri cristi condannati al tran tran di una “pallosissima”quotidianità? Intanto i mille e più scatti fotografici che hanno immortalato il sindaco Ernesto Tedesco in tutte le salse: i media sia cartacei che telematici, in difficoltà per l’idiosincrasia del periodo estivo a sfornare notizie, siamo certi stiano ancora ringraziando il Primo Cittadino per la sua straordinaria disponibilità ad assoggettarsi al “rito” dell’obiettivo & scatto che ogni giorno ha rappresentato la classica ciliegina da piazzare a tre, quattro o cinque colonne a seconda dell’importanza dell’avvenimento da immortalare. Da sottolineare (in grassetto!!!), poi, le imprese straordinarie dei veracissimi civitavecchiesi protagonisti di performances gigantesche a livello mondiale come il “berretto rosso” del settebello Del Lungo, il fisiatra, ormai consacratissimo a livello mondiale, Mechiorri ed il surfista Camboni gioiello di inestimabile valore, orgoglio del circolo della Lega Navale, che della “civitavecchiesità” marinara è uno dei punti più luminosi di sempre. E restando nell’ambito surfistico l’altro superman Benedetti laureatosi campione d’Italia. Normalissima routine il resto di questo Settembre che sta spegnendo le sue luci, pur convenendo che sul piano prettamente mediatico s’è mosso tantissimo grazie a sfiziosissime notizie che hanno non poco elettrizzato chi certosinamente e giustamente “divora” il “materiale” che i bravissimi “scriba” civitavecchiesi riescono ad “infiocchettare” in maniera straordinaria oltreché fantastica.

Il sindaco Tedesco, molto presente sui media

Sfizio numero 1. Genialissima l’apertura della prima pagina dell’inserto locale di un importantissimo quotidiano capitolino. Il titolo “Enel, torna il carbone in porto” sicuramente accattivante ma senza il “capolavoro” inserito nel “catenaccio” forse non avrebbe sortito l’effetto che invece s’è rivelato addirittura sfavillante. Ecco il capolavoro: “Una boccata di ossigeno per la Minosse”. Il che, tradotto in termini terra terra ma chiarissimi, significa che alle maestranze della società deputate a trascorrere parecchie ore lavorative in compagnia del saluberrimo (???) fossile piacerà di trattare come meglio mai potrebbero i propri polmoni. Vabbè, sappiamo benissimo che la Minosse usa tutte, anzi “tuttissime”, le precauzioni per tutelare la salute dei suoi dipendenti, ma leggere che l’arrivo di un milione di tonnellate di quella “robetta nera” agevoli profondi esercizi respiratori per incamerare un gas (ossigeno) indispensabile alla vita organica, ha divertito così tanto da strappare amarissimi sorrisi.

Sfizio numero 2. Si dà molto da fare l’assessore ai Lavori Pubbilici, D’Ottavio, per acquisire sempre più visibilità. Le sue sortite pullulano sugli organi di informazione e puntualmente destano enorme curiosità. Ebbe a guadagnarsi ampio spazio annunciando la riapertura dei bagni pubblici nell’area sottostante la Galleria Garibaldi ma venne bacchettato perché la struttura non era fruibile dai diversamente abili; dichiarò a distanza di pochi giorni al colto e all’inclita di voler far diventare Civitavecchia una città normale non facendo però capire con esattezza cosa fosse per lui la normalità. Qualche giorno fa, nel pieno di un assolatissimo pomeriggio, ha trovato la forza (complimenti!!!) di megafonare: “Lo stadio Fattori potrebbe riaprire nel giro di due anni”. Beh, parole d’oro, da custodire con cura, addirittura da inchiavare a cento mandate nella cassaforte della memoria per non essere assolutamente dimenticate. E, bene inteso, concedere un’apertura di credito al forzista titolare dei LLPP è doveroso. Con una raccomandazione, però. Speriamo non accada quel che lo sport cittadino ha dovuto registrare nell’arco delle lunghe stagioni durante le quali proprio il D’Ottavio ha ricoperto la carica di presidente della Snc. Ebbene, in quel periodo assai poco radioso, di proclami ne sono scrosciati ma, ahinoi, il sette rossoceleste da stella di prima grandezza della pallanuoto nazionale ha finito per recitare un ruolo di semplice e trascurabilissima comparsa. Bando al pessimismo, però. E auguriamoci che il cuore del Fattori torni a battere nei ventiquattro mesi preconizzati. Sa com’è caro D’Ottavio: la nostra normalità è quella di pensare (e credere) che specie chi ricopre importanti incarichi istituzionali non apra bocca solo per darle fiato.

Sfizio numero 3. La siesta di un altro accaloratissimo pomeriggio settembrino è stata interrotta da un articolo in bella evidenza sull’immancabile, informatissimo e largamente diffuso quotidiano. Irresistibile la voglia di darsi alla lettura grazie pure ad occhiello, titolo e sommario accattivanti assai: “L’ex sindaco Cozzolino in corsa per una poltrona da sottosegretario del governo Conti 2”. Non sappiamo se lo stesso esponente grillino sia saltato sulla sedia davanti a tanta grazia, ma che i comuni mortali siano stati colti da un coccolone è un dato di fatto incontrovertibile. Ma come, si saranno detti, dopo non aver riproposto la propria candidatura bis alla carica di Primo Cittadino e, visto il risultato delle amministrative, neppure “empatizzato” con i civitavecchiesi, concorre per un premio così prestigioso come quello di vice ministro del Governo nazionale? Vogliamo dar loro torto? Vero che la vita è meravigliosa perché capace di regalare sorprese, sorpresine, sorpresone e sorpresissime, epperò il Cozzolino incastonato nel gotha di Palazzo Chigi sarebbe stato una sorta di diluvio universale per la straordinarietà della sua unicità assoluta. Ma tant’è, vivendo un momento storico “impreziosito” da fake news d’ogni tipo, anche la notizia di un Cozzolino papabile sottosegretario può spaziare nelle praterie dell’impossibile. E difatti finisce fatalmente per risultare impossibile.

Il presidente dell’Adsp Di Majo

Sfizio numero 4. Ma qual è l’evento degli eventi, almeno di questa “coda” settembrina? Secondo noi la presenza del sindaco Tedesco all’assemblea degli amministratori della Lega – “L’Italia vera batte l’Italia delle poltrone” – tenutasi a Milano alla presenza dell’acclamatissimo leader Matteo Salvini. Al quale il “proprietario” di Palazzo del Pincio ha espresso il suo disappunto perché “il nostro fantastico porto che si avvale della guida di un presidente scelto dal Pd – questa la secca scudisciata – non dà nulla alla città”. Sì, ci sta che Tedesco abbia espresso la propria amarezza per la mancanza di sinergia tra Authority e Comune e soprattutto di ritorno economico che sarebbe un eccezionale toccasana per le casse municipali. Non ci sta però che l’Avvocato, tirando pur comprensibilmente l’acqua al suo mulino, abbia dimenticato di informare il numero uno nazionale leghista che Civitavecchia non solo riceve adesso aria fritta da un piddino ma la stessissima solfa s’è registrata pure in passato allorquando sul ponte di comando del “transatlantico” di Molo Vespucci si sono alternati esponenti fortissimamente imposti dal centrodestra. Quindi? Bè, fare il tifo per la propria “squadra” va bene, meglio sarebbe però non seppellire nell’oblio un passato nient’affatto remoto, che “consanguinei” destrorsi del nostro caro sindaco hanno vissuto nella stanza dei bottoni dell’Autorità Portuale senza mai, e sottolineasi mai, rivolgere un briciolo di attenzione alla città. Caro Tedesco, non fa una grinza il suo ragionevolissimo rammarico per l’invalicabile muro che ancora divide il Comune dall’Authority e l’auspicio è e resta che possa finalmente cadere proprio durante la legislatura che presiede. Ok? Bando quindi alle lamentele, figlie del troppo “amore” (chiamiamolo così) per la propria appartenenza (politica). La storia non si discute: alla città non dà nulla l’Autorità Portuale di oggi ed è il copia incolla di quanto già avvenuto ieri e l’altro ieri. E allora che si costruisca un domani migliore. Prosit!