Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

Azzo (pardi) che sogno. Calma e gesso, stavolta non iniziamo con un cattivo pensiero. Al contrario dedichiamo un brevissimo spazio ad un’iniziativa che, ne siamo strasicuri, avrà una larghissima ricaduta (in senso positivo logicamente) sull’economia locale. E non solo. Diventerà anche e soprattutto il mezzo velocissimo e virtuoso all’ennesima potenza per portare il nome di Civitavecchia in giro per il mondo e renderlo largamente noto. Stop alle parole, via libera alla notizia. Eccola. Si avvicina l’inizio dei lavori del “Marina yachting” nel meraviglioso specchio d’acqua in cui si riflette il Forte Michelangelo. La  struttura – di proprietà al 70 (settanta) per cento della società “Roma Marina Yachting” di Port Mobility presieduta dal dottor Azzopardi  e che annovera tra i suoi soci anche la “Societè Monegasque Internazionale Portuarie” del principe Alberto II di Monaco –  diventerà una stupenda realtà grazie all’investimento privato di oltre 22 (ventidue) milioni di euro e conterà di 151 (centocinquantuno) posti per yacht cinque stelle extra lusso. Detta struttura dovrebbe iniziare a veder la luce all’inizio del prossimo anno (2020) e se qualcuno storcerà adesso il proprio naso di fronte al condizionale (dovrebbe) usato, farà meglio a tranquillizzarsi perché ad oggi non si può “incorniciare” con esattezza la data dell’inizio dei lavori la cui autorizzazione avverrà ufficialmente solo dopo la Conferenza dei Servizi, peraltro da tenersi, come da fonti attendibilissime, in tempi assai brevi. Cosa dire? Per il momento non si può non attendere con ansia la realizzazione di un porto turistico così importante. Si sostiene che fantasticare non costi nulla e allora perché non dare sfrenatissimo sfogo alla fantasia?  Proviamo? Ma sì. E allora, immaginate l’arrivo di Cristiano Ronaldo a bordo della sua lussuosissima “barca” oppure quello del conturbante Brad Pitt capace di paralizzare qualsiasi fanciulla che ha la sfacciatissima fortuna di trovarselo difronte, e poi di un famosissimo magnate dell’economia planetaria, di un ipermiliardario emiro o insomma di tutto ciò che è in grado di calamitare l’attenzione generale e in maniera particolare di essere paparazzato per poi venir catapultato sulle pagine dei rotocalchi specializzati in gossip d’alto bordo che specie in estate sono il pane quotidiano di tutti, ma proprio tutti, i comuni mortali “costretti” a mangiarsi con gli occhi i patinatissimi personaggi nei quali sognano di potersi incarnare. Dunque? Migliaia di giornali diffusi e letti, il nome di Civitavecchia che rimbalza come una pallina di ping pong impazzita in ogni dove, il ritorno di immagine ed economico (i settori commerciali trarrebbero benefici tangibilissimi dalla pur occasionale presenza di numerosi e facoltosi ospiti) di fatto straordinario. Vabbè, finiamola qui. Ma, forza!, vale la pena di contare i giorni che mancano all’apertura del semaforo verde per piazzare la prima pietra. Insomma non resta che accarezzare questo straordinario sogno. D’accordo, salterà pure fuori chi non lo considera tale. Ma la risposta secca lo travolgerà: Azzo(pardi) se lo è

Facciamoci conoscere.  – … per quello che realmente siamo. Per l’inquinamento che costringe i cittadini civitavecchiesi a convivere con il terrore di fare i conti con gravi malattie; per la mancanza di risolutezza da parte di chi amministra (i consiglieri comunali sanno cos’è la salute pubblica?) di schiaffare davanti alle proprie responsabilità i poteri forti cui poco o niente importa se il cielo sopra Civitavecchia non sappia più dove sia finito il suo azzurro e se l’aria che si respira abbia un qualche effetto negativo. C’è poco da fare: il silenzio, fin troppo assordante, che circonda la “nostra” situazione ambientale soffoca mortalmente una realtà allarmante. Ma la speranza  che il “quadro” cittadino possa essere inserito in una sorta di mostra itinerante e ammirato (sic!!!) in tutta la sua drammaticità nelle varie tappe nazionali in cui viene esposto, l’accarezzano i rappresentanti  locali di “Potere al Popolo”. Hanno partecipato a Venezia al “Venice climate camp” , evento internazionale durante il quale si è dibattuto di ambiente e… dintorni. “L’obiettivo – spiegano all’unisono – era quello di far conoscere la condizione che attanaglia la nostra città. Siamo consapevoli dei limiti e delle debolezze che mostriamo nel combattere la battaglia contro l’inquinamento figlio della combustione di fonti fossili – concludono con l’amarezza che appanna il loro sguardo – Pensiamo, però, sia fondamentale far conoscere fuori dai ristretti ambiti cittadini l’ impegno che assumiamo quotidianamente per combattere l’elevato grado di inquinamento col quale conviviamo”. Di commenti non c’è bisogno ma desiderare che gli esponenti di “Potere al Popolo” possano fare proseliti certamente giova alla salute. Di tutti noi!

Cose (r) da favola. Quel che accadrà prima, durante e dopo il campionato di pallanuoto femminile (che verrà) in questo momento non è dato sapere. Si sa già però che il “setterosa” della Coser s’è messo in bellissima (e strameritatissima) mostra e, tanto per fare il verso alla disciplina praticata, le magnifiche ragazze del vulcanico presidente Antonio Parisi, del talentuoso neo tecnico Daniele Lisi e del dinamico e creativo direttore sportivo Cesare Barbetta hanno piazzato una “beduina” così strabiliante da mandare in visibilio l’intero mondo sportivo locale. Si sono rese protagoniste in veste di apprezzatissime (e ammiratissime) testimonial, giovedì scorso, della manifestazione “Panchina Rossa” contro la violenza sulle donne. Non c’è dubbio, la performance (sostenuta da sponsor importanti quali Fondazione Molinari, Profili Caffè, Immobiliare Sanna, Fon Bike, Bistrot, Giro Inglese, Owener)  ha colto nel segno e soprattutto calamitato l’interesse e la simpatia generali. E l’augurio è che possa allargarsi a macchia d’olio sull’ampio “tessuto” sportivo cittadino. Perché al mondo non c’è  niente di più bello delle donne!!!