Nuovo editoriale a firma Giampiero Romiti

Botta dei Fratelli d’Italia…“Settembre, è tempo di migrare”, deflagrò la creatività del poeta. Ma gli adepti di Fratelli d’Italia, pur appropriandosi quel verso significativo, si sentono in dovere (sommessamente, ovvio!) di apportarne una sostanziale modifica: al posto di “migrare” piazzano un perentorio “mettere in vendita”. Cosa, di preciso? Alcuni tra i più preziosi gioielli della veracissima famiglia civitavecchiese. Addirittura? Certo che sì. E ovviamente non è, questa, una dolce e tranquillizzante notizia. Dice: vabbè, bando alle ciance e veniamo al punto ammesso che ci sia. C’è eccome. La mitragliata dei “meloniani” è inclemente e fa strike: “Il giudice fallimentare ha imbandito con cura addirittura maniacale la tavola con alcuni “piatti” squisiti del patrimonio comunale”. Ohibò, si tratta di roba grossa. Ribadisce però un nostro carissimo amico: “Calma, ci troviamo un po’ troppo nel generico, non è forse il caso di spiegare meglio a cosa si riferisce ‘sto attovagliamento tanto speciale?” Giustissima osservazione e allora sotto con la scoperta dell’arcano. Naturalmente sempre e più che mai con l’aiuto dei “fratelloni” destrorsi. Che non esitano neppure un istante a mettere nero su bianco. “Il prossimo mese ( il 25, il fatidico giorno – ndr -) verranno posti all’asta l’autoparco comunale, e le sedi operative di Csp, dei Vigil Urbani, del Cotral e di via Leopoli dove batte il “cuore” della raccolta differenziata”, recitano con tono di voce severo gli esponenti di FdI. E chiudono con un acuto che lascia chiaramente intendere la gravità ( e lo spessore) della loro denuncia: “In caso di offerta “benedetta” dal giudice, le sedi suindicate cambieranno automaticamente proprietario. Andasse in questo modo, chiediamo al Primo Cittadino di istituire una commissione d’inchiesta e, chiarito ogni aspetto della inqualificabile vicenda , di perseguire i responsabili di tale disastro”. Morale: pur non avendo fatto nomi e cognomi gli strali dei “Fratelli” sono precisamente indirizzati verso i pentastellati. Che evidentemente rappresentano il classico e fin troppo scontato bersaglio da crivellare per giustificare la difficoltà, da parte di chi detiene adesso il potere, di risolvere problemi straordinariamente complicati. Insomma il solito e ormai scontatissimo refrain che “fischiettano” gli attuali proprietari di Palazzo del Pincio è questo: se ci troviamo quasi sul lastrico la responsabilità è totalmente dei grillini. C’è poco da stare allegri: viviamo una lunghissima estate calda ma addirittura arroventata per l’interminabile scambio di accuse tra i vecchi ed i nuovi amministratori. E dovesse qualcuno pensare che basti e avanzi la pesantissima “pappina” di Fdi per mettere fine alla annosa questione legata al pericolo di perdere alcune importanti “gemme” dei “nostri” beni, beh si ricreda immediatamente perché gli “stellati” si sono letteralmente scatenati.

Daniela Lucernoni, dei 5telle

…Risposta del M5stelle. “E’ semplicemente vergognoso incolparci dell’eventuale perdita di alcuni settori delle “partecipate” quando lo sanno pure i sassi chi sono i veri autori del dissesto economico che ha portato Civitavecchia sull’orlo del baratro – rompe il silenzio di un assolatissimo pomeriggio d’agosto la triade pentastellata (D’Ambrosio-D’Antò-Lucernoni) che occupa gli scranni dell’aula Pucci – La piena responsabilità del dissesto di cui si parla va attribuita totalmente alla trascorsa gestione dell’esecutivo “capitanato” dall’ex sindaco Moscherini e questo dovrebbero ben saperlo i signori di FdI che fingono di cadere dalle nuvole oppure sono vittime di una grave sindrome di amnesia. Il meccanismo perverso – la replica a Fratelli d’Italia si fa ancora più velenosa – creato dall’allora consiglio direttivo di “Civitavecchia Infrastrutture” è un penoso dato di fatto incontestabile. Basti pensare che Hcs e le Sot pagavano affitti scandalosamente fuori mercato e furoreggiavano spese pazze, figlie di esosi mutui, di stipendi principeschi e consulenze d’oro. Come dire: una cuccagna!!! Che però finì nel momento stesso che Enel smise di cacciare i suoi bei soldoni”.

Match pari. Stop al botta e risposta tra Fratelli d’Italia e Movimento Cinque Stelle ed è inutile, perfettamente!!!, cercare di stabilire chi abbia sparato meglio le proprie cartucce per ottenere il risultato di essere considerati gli uni più credibili dell’altro e viceversa. Il punto, però, secondo il nostro modestissimo e opinabilissimo parere, è decisamente un altro. Sia FdI che M5S hanno scatenato la classica tempesta in un bicchiere d’acqua perché sono ben consapevoli che mettere nell’occhio del ciclone le “partecipate” è il classico esercizio di puerilità politica e peggio ancora il far finta che costituiscano un male incurabile quando in realtà rappresentano il mezzo più comodo della classe dirigente del momento (amministratori e leccapiedi qualsivoglia, provenienti da ogni latitudine partitica – ndr -) per raccogliere consensi dopo averle imbottite di manager, dirigenti e semplici impiegati che fanno parte della propria cerchia. Quale la conclusione del descritto scontro (chiamiamolo pure così…) di fine agosto? Praticamente senza vincitori né vinti: (1) perché le ragionevoli preoccupazioni dei “Fratelli” dovevano emergere già ai tempi in cui il patrimonio comunale andava via via dilapidandosi con operazioni azzardate ed enormemente dispendiose; (2) perché i pentastellat,i una volta messo piede nella stanza dei bottoni di Palazzo del Pincio, avrebbero dovuto sanare la grave patologia delle “partecipate” e fare il possibile (financo i salti mortali senza rete) per evitare che si arrivasse al pericolosissimo capolinea del prossimo 25 settembre. Sostiene un famoso saggio: “Chi dimentica il proprio passato è condannato a riviverlo”. Il riferimento ad entrambi gli schieramenti che hanno “invaso” questo spazio non è puramente casuale!

Il sindaco di Civitavecchia Tedesco

Autunno infuocato. Sbuffano i cittadini: un agosto così caldo ci ha distrutto ma ecco settembre e sicuramente arriverà un po’ di refrigerio : evviva! Sì, evviva una mazza. L’autunno che bussa alle porte rischia di non asciugare neppure una stilla di sudore degli amministratori di casa nostra alle prese con un bilancio che rischia di rivelarsi bollente. Inutile cercare di evitare il contatto con una realtà incandescente per non correre il rischio di ritrovarsi gravemente ustionati. Il sindaco Ernesto Tedesco ha speso parole chiarissime: “Abbiamo “scoperto” la cassaforte del Pincio praticamente vuota e stilare un bilancio che non sia lacrime e sangue non appare “affare” di poco conto”. Comprensibile la preoccupazione del Primo Cittadino: sai com’è, dopo aver promesso mare e monti in campagna elettorale, incolpato i grillini per il dannoso immobilismo, per l’opprimente carico fiscale piazzato sulle spalle dei cittadini e per non aver agevolato l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, la nuova maggioranza “coccolata” e fortemente voluta dagli elettori rischierebbe di produrre una prima, fortissima delusione. Resta però da osservare che le perplessità dell’Avvocato sono comprensibilissime, visto che la “vecchia” Giunta s’è irragionevolmente affidata più alla virtualità che alla realtà per tenere in piedi conti invece parecchio argillosi. Alcuni tra i più limpidissimi esempi di somme mai entrate nel forziere comunale epperò considerate ricchezza vera e propria? Innanzi tutto i milioni di euro targati Authority in virtù del patto Monti-Cozzolino e poi gli altri derivanti dall’Outlet da incastonare nel bel mezzo della Fiumaretta. Sicuro, per redigere il bilancio sarà necessario capriolare non poco. Alla larga dal becero pessimismo, però. I nostri amatissimi (da chi li ha votati, ovviamente!) amministratori sanno benissimo che la soluzione del problema esiste ed è tutt’altro che un rompicapo. Basterà infatti una stretta di mano con l’Enel, fissare i punti della millesima convenzione della storia civitavecchiese e la paura passerà che è una bellezza. Sai com’è, con il nuovo impianto a turbogas, “arricchito” da 4 ciminiere, in rampa di lancio, vuoi che tra i due contraenti (Ente Elettrico-Maggioranza Centrodestrorsa) possano erigersi ostacoli insormontabili?

Sostiene Angeloni. Vive giorni felici l’esperto (nonché responsabile provinciale) piddino di economia.L’eventuale “matrimonio” M5S-PD lo ha reso addirittura euforico e stentiamo a riconoscere oggi lo stesso Fabio che fino alla passata settimana, mal sopportando l’ingombrante stazza salviniana, era la copia sbiadita di se stesso. E’ tornato il vero Angeloni brillante, arguto, capace di analisi e sintesi talvolta un po’ troppo dotte ma certamente interessanti. “Se sarà Governo nuovo – gorgheggia con voce angelica – il territorio trarrà grossi vantaggi”. Brevissima pausa e via con l’elenco delle richieste da avanzare al Governo giallo-rosso : “1) Civitavecchia venga inserita, dopo i porti del sud, nelle nuove Zone Economiche Speciali per il centro e per il nord; 2) Rimanga sospesa ogni procedura ministeriale riguardante la combustione dei rifiuti a Tarquinia; 3) Avviare la produzione di energia dal moto ondoso, visto che il porto civitavecchiese ha sperimentato proprio tale tecnologia (Revec 3) fin dal 2015; 4) Chiedere finanziamenti per poter completare lo sviluppo delle opere portuali”. E, per gradire, la conclusione dell’Angeloni-pensiero: “Lo strumento decisivo è la Zona Economica Speciale che offre benefici fiscali e di semplificazioni amministrative alle imprese, nazionali e straniere, da ospitare alle spalle dello scalo marittimo”. D’accordo, è una patinatissima pagina di un libro dei sogni che solo un pazzo non desidererebbe si realizzassero. All’ottimo Fabio vorremmo però ricordare che negli anni non è stata così impalpabile, ad esempio, la gestione “rossa” del “tempio” di Molo Vespucci scelta dai Governi “ compagni” (i Nerli, i Ciani, i Monti sostenuti dai Del Rio e i Di Majo li ha mai sentiti nominare? ) eppure non s’è registrata una miracolosa esplosione di fantastici ritorni (per la comunità tutta) sul piano economico, su quello occupazionale, su quello dei flussi merceologici e su quello del traffico dei containers (e potremmo continuare ancora…) . Ora potrebbe cambiare la musica? Chi vivrà vedrà.