Caso Fondazione Cariciv, il milione sequestrato potrebbe essere la punta dell’iceberg

Fra azione civile, accuse incrociate di negligenze e nuovo processo in Svizzera la partita legata alla truffa, a distanza di sei anni, sembra appena iniziata

Sta facendo molto discutere l’operazione annunciata ieri dalle Fiamme Gialle. Un milione di euro sequestrato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari di Civitavecchia, nei confronti dei due persone corresponsabili di una truffa ordita ai danni della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Nella lista dei beni sigillati dalla Finanza un’autovettura di lusso, conti correnti bancari, rapporti finanziari e quote di proprietà di immobili in Sardegna e a Civitavecchia, oltre a orologi e penne di pregio detenuti in una cassetta di sicurezza. Come è noto la vicenda ha una radice lontana nel tempo. La truffa alla Fondazione Cariciv, per un raggiro da 25 milioni di euro, divenuti poi 19 perchè l’ultima tranche fu miracolosamente trattenuta a Civitavecchia, è datata 2015. In attesa di scoprire le motivazioni dei due indagati, accusati di essere stati parte decisamente attiva nella truffa, ci sarà da capire se le indagini future saranno confinate ai soli due già toccati dal provvedimento, vale a dire un professionista di Tolfa e un civitavecchiese intermediario della transazione, che erano appunto stati denunciati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per i reati di corruzione tra privati, truffa aggravata e di presentazione di infedele dichiarazione dei redditi. Il primo faceva parte di quel comitato di investimento, nominato dalla Fondazione all’epoca, incaricato di dover valutare il prodotto e di verificarne l’affidabilità. In quello staff di “saggi” però c’erano anche altri due profili locali. Un mese fa circa l’ente di via del Risorgimento ha proceduto con azione civile nei confronti di personaggi locali che secondo la Fondazione Cariciv avrebbero giocato un ruolo attivo nell’operazione che ha causato la perdita per le casse dell’ente di 19 milioni di euro con la Lp Suisse. Nel mirino quasi tutti i vecchi amministratori e consulenti in carica all’epoca. Dal presidente, al segretario generale, e in particolar modo il comitato di investimento. Graziati invece i consiglieri di amministrazione. Infine occhio a quello che potrebbe scaturire dall’imminente start del processo in Svizzera. Il recente avvicendamento del PM ha accelerato l’iter e fonti elvetiche riportano dell’imminente inizio della causa. Una partita da cui la Fondazione spera di uscire vincitrice (nel senso di recuperare qualche milione perso 6 anni fa) ma dalla quale sono attese altre verità sulle responsabilità di quel clamoroso “pacco”.