Carbonexit prima del 2025: Enel apre, la politica si interroga

Gli interventi di Battilocchio, Tidei, Porrello e Tedesco

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“Enel punta a chiudere i suoi quattro impianti a carbone sul territorio italiano entro il 2025. Per garantire la sostenibilità del sistema elettrico il carbone sarà sostituito con un mix di energie rinnovabili e gas. Civitavecchia? L’obiettivo è possibile, ma è importante avere le autorizzazioni entro l’inizio del 2021 per poi procedere alle aste sul capacity market”. Hanno destano abbastanza scalpore le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Enel Italia Spa Carlo Tamburi durante l’audizione alla Camera sul Recovery Fund. Tanto che sono arrivate diverse prese di posizione da parte della politica. “Mi sembra che Enel stia confermando la propria volontà di proseguire il percorso del Green. Un percorso nazionale che avrà senz’altro effetti anche sul nostro territorio. Attendiamo ora di capire quali saranno i prossimi passi di questa transizione energetica: è indispensabile, in questa ottica, far coincidere le ragioni del lavoro e dello sviluppo a quelle della salvaguardia dell’ambiente. Su questo mi impegno ad interrogare anche i Ministri competenti per avere elementi ed informazioni ulteriori”, lo dichiara il deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio. “Può essere di sicuro una buona notizia ma non possiamo nascondere una certa preoccupazione – dichiara il consigliere regionale di Italia Viva Marietta Tidei -. In una fase in cui la crisi al Porto, con il blocco quasi totale delle crociere, è ai massimi, mi chiedo come sarà possibile rinunciare anche all’indotto del settore carbonifero. Solleciterò ancora la Regione sul tema, ma il Comune deve darsi una mossa, diventando regista di un dialogo ad ampio spettro con l’azienda, le imprese e i sindacati. Non basta dire, “siamo contro il gas””. “L’uscita anticipata è una buona notizia – afferma il consigliere regionale del Movimento 5 stelle -. Ora dobbiamo chiedere due cose: in primis che Civitavecchia non sia ancora sede di impianti di produzione elettrica, poi di aprire un dibattito serio sull’opportunità dell’idrogeno”, commenta invece il 5 stelle Devid Porrello. “Ho letto integralmente le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Enel Tamburi, così come riportate dalle agenzie di stampa, e mi è immediatamente sorta una considerazione: perché non possiamo parlare anche qui, come a Taranto, di sviluppo dell’idrogeno?”. Così il Sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco. “Come da nostro programma elettorale, le energie alternative devono trovare su questo territorio, proprio per la sua specificità, il terreno ideale per essere sviluppate. E se davvero l’idrogeno è una prospettiva, la considero una soluzione assai migliore delle ipotesi circolari citate per il dopo-carbone nell’audizione alla Camera che dovranno essere meglio specificate nelle sedi opportune. Mi aspetto chiaramente di trovare in tutte le forze presenti in Consiglio comunale posizioni coerenti con le varie votazioni avute in tema di transizione energetica di Torre Valdaliga Nord, quindi anche da parte di movimenti e partiti che sostengono l’attuale compagine di governo e che possono e devono quindi esercitare, attraverso i propri referenti in Parlamento, “pressioni” in tal senso. Continuo ad essere disponibile ad incontrare il ministro Sergio Costa e sono certo che i consiglieri che appartengono allo stesso movimento politico sapranno impegnarsi per agevolare l’organizzazione di questo incontro. Se l’idrogeno è “green” e l’Europa ha orientamenti e soprattutto fondi “green”, per quanto mi riguarda, si può iniziare da Civitavecchia”.