È terminato con la firma del documento unico del territorio il lavoro delle scorse settimane, per esprimere una posizione unitaria in tema di phase out del carbone. L’adesione è stata sancita stamane durante l’ultimo confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. Nel documento si fissano cinque punti da portare all’attenzione del Governo e dell’Enel, affidandoli anche all’azione della Regione Lazio (eccoli: 1) L’esigenza di dare corso ad una transizione energetica e sociale per realizzare un nuovo modello di sviluppo, atto ad attrarre investimenti sostenibili, a carattere industriale e connessi alle vocazioni del territorio, quali, ad esempio, solo per citarne alcuni, quelli sulla logistica, eolico, cantieristica, fotovoltaico, idrogeno, batterie. Il territorio, quindi, intende dare una indicazione della via da percorrere, certamente sostenuta da una disamina degli elementi storici (tradizionale situazione ibrida del sistema economico locale, privo del retroterra industriale del nord ma escluso dagli incentivi allo sviluppo del sud) e attuali, che giustifichino una richiesta di attenzione da parte di Enel e del Governo, al fine delineare una linea strategica di sviluppo del territorio che garantisca da un lato la transizione energetica e dall’altro una riconversione industriale basata sulla conservazione della attuale occupazione, ma anche sulla creazione di nuovi posti di lavoro, passando da una formazione programmata e mirata.
2) Attivazione necessaria e non più procrastinabile da parte dei ministeri interessati di strumenti age-volativi, volti alla realizzazione di un piano di sviluppo contrattato anche mediante l’intervento di Invitalia, attraverso il riconoscimento del territorio di Civitavecchia incluse le aree portuali, quale area di “Crisi Industriale Complessa” così come disciplinato dalla Legge, un Contratto di Sviluppo, con l’adozione di specifici Accordi di programma di adozione dei Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale o l’istituzione dell’area di crisi industriale complessa. Si auspica, infatti, che il Ministero attraverso una adeguata istruttoria (analisi delle risorse infrastrutturali, imprenditoriali e professionali esistenti, valutazione del ruolo delle diverse imprese nei mercati di riferimento, ricognizione degli incentivi attivabili e degli investimenti pubblici e privati disponibili) riesca a definire un piano di intervento per l’intera area interessata da sottoporre a Regione e Comune (per cui potrebbero essere utilizzati anche i fondi previsti dalla L. 127/2022 art.1 comma 389): un piano certamente emendabile, su cui il territorio dovrà essere chiamato a discutere al fine di addivenire al rilancio produttivo, all’insediamento di nuove iniziative economiche, alla conservazione dell’attuale occupazione, attraverso riqualificazione professionale (anche grazie ai finanziamenti previsti dal D.Lgs 47/2020 art. 23 comma 8) e all’incremento occupazionale. Un piano, quindi, focalizzato sulla ripresa delle attività industriali, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, sulla attrazione di nuovi investimenti, sulla riqualificazione dei siti oggetto di insediamento Enel attraverso il recupero ambientale con le più innovative tecnologie nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma anche su una nuova industria green, che non solo aprirebbe la strada ad altri progetti ed altri investimenti, ma di cui Enel deve far parte, come operatore di grande rilevanza che deve rimanere su questo territorio sostenendo la transizione e garantendo i necessari investimenti.
3) Costante e continua interlocuzione con ENEL finalizzata ai contenuti del piano industriale al fine di prevedere progetti concreti di sviluppo: il territorio, infatti, con questo documento, chiede, progetti che possano dare risposta alle esigenze di riqualificazione delle imprese, che possano consentire sviluppo, ma soprattutto che garantiscano il posto di lavoro ai tanti lavoratori sia diretti che indiretti occupati attualmente in centrale, con particolare attenzione al settore metalmeccanico, attualmente occupato nella manutenzione della centrale stessa e al comparto dei lavoratori portuali che si occupano dello operazioni di scarico del carbone. In tal seno si auspica che venga posta grande attenzione sulle problematiche occupazionali che deriveranno necessariamente dal phase-out e che vengano mantenuti gli impegni assunti, riguardo sia alla valorizzazione delle aree non più utili alla generazione termoelettrica con nuovi progetti industriali, sia alla realizzazione di un hub logistico al fine di intercettare i flussi di merci sia dell’Unione Europea che extracomunitari che attraversano il Mediterraneo, così da rafforzare Civitavecchia sul piano dell’attività di logistica anche doganale, integrata e distributiva. A tal fine riteniamo che particolare attenzione debba essere posta sulle aree retroportuali e della zona industriale di Civitavecchia, ma soprattutto riteniamo che sia strategica la disponibilità delle aree di proprietà di ENEL che oggi sono vincolate da prescrizioni ambientali: si tratta di oltre 40 ha di pregio, immediatamente retrostanti l’impianto, e che, con la collaborazione del Ministero, potrebbero essere messe subito a disposizione per nuovi investimenti. Ovviamente sempre prevedendo di realizzare un altro spazio, come misura compensativa, di analoghe dimensioni e valore in una diversa localizzazione individuata all’interno del Comune di Civitavecchia.
4) Centralità del porto di Civitavecchia e più in generale dell’economia del mare, per il futuro sviluppo del territorio: a tal proposito è necessario accelerare le procedure per il riconoscimento della Zona Logistica Semplificata. L’istituzione della ZLS da parte della Regione Lazio, infatti, costituirebbe uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico del territorio e per la crescita dell’economia, delle imprese e, quindi, dell’occupazione. In questo contesto e al fine di potenziare la vocazione territoriale della blue economy è necessario completare le principali infrastrutture di collegamento, a partire dalla Orte Civitavecchia. Inoltre, è particolarmente opportuno sostenere le attività del porto di Civitavecchia in tema di efficientamento energetico e di realizzazione delle opere di ultimo miglio.
5) Eolico offshore: il territorio tutto conferma l’interesse per investimenti in questo campo, in particolare si esprime sostegno pieno per il progetto proposto da ENI, Cassa Depositi e Prestiti e altri partners, quali GreenIT e Copenaghen Infrastructure Partner, questo progetto, infatti, rappresenta, una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va, pertanto, sostenuto senza riserva alcuna. In tal senso, riteniamo fondamentale che il Governo, nell’adoperarsi per l’individuazione di strumenti condivisi utili allo sviluppo del territorio, metta in campo tutte le azioni, anche al livello legislativo, necessarie al fine di veder riconosciuta la strategicità del territorio come hub di allestimento di parchi eolici off shore per tutto il Mediterraneo, anche attraverso finanziamenti specifici, come quelli che sembrerebbero previsti in aree del Mezzogiorno per le stesse finalità (bozza Dl Energia del 23.10.2023). Al momento della firma ha voluto essere presente il Sindaco Ernesto Tedesco: “Con l’ottimo lavoro di raccolta e sintesi svolto sotto l’egida del Comune, anche grazie alla preziosa disponibilità della Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, siamo arrivati ad un importante momento di proposta da parte del territorio nella sua interezza. Ringrazio l’assessore Francesco Serpa, la delegata Barbara La Rosa e chiunque ha partecipato alle varie fasi della stesura di un documento che rappresenta un momento storico per il territorio, finalmente unito nell’immaginare un futuro di salvaguardia occupazionale, sviluppo delle rinnovabili e miglioramento ambientale”. Aggiunge l’Assessore Francesco Serpa: “Esprimo soddisfazione per il lavoro svolto, che ha visto intersecarsi le competenze e le indicazioni di tutti i comparti interessati. Dotiamo la Regione Lazio di una base importante sulla quale costruire la proposta per una transizione dal carbone alle rinnovabili che sia rispettosa del territorio, delle imprese e dei lavoratori”. Questo invece il commento di Barbara La Rosa, consigliera delegata: “Rappresentare tutte le anime del territorio era la vera sfida di questo nostro lavoro. Lo abbiamo trasformato in opportunità, trovando una sintesi che potrà essere raccolta nelle sedi deputate, a partire dal tavolo ministeriale in programma domani stesso”. Hanno firmato il documento Comune di Civitavecchia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale; Unindustria, Federlazio, Legacoop, Cna; Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb.
2) Attivazione necessaria e non più procrastinabile da parte dei ministeri interessati di strumenti age-volativi, volti alla realizzazione di un piano di sviluppo contrattato anche mediante l’intervento di Invitalia, attraverso il riconoscimento del territorio di Civitavecchia incluse le aree portuali, quale area di “Crisi Industriale Complessa” così come disciplinato dalla Legge, un Contratto di Sviluppo, con l’adozione di specifici Accordi di programma di adozione dei Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale o l’istituzione dell’area di crisi industriale complessa. Si auspica, infatti, che il Ministero attraverso una adeguata istruttoria (analisi delle risorse infrastrutturali, imprenditoriali e professionali esistenti, valutazione del ruolo delle diverse imprese nei mercati di riferimento, ricognizione degli incentivi attivabili e degli investimenti pubblici e privati disponibili) riesca a definire un piano di intervento per l’intera area interessata da sottoporre a Regione e Comune (per cui potrebbero essere utilizzati anche i fondi previsti dalla L. 127/2022 art.1 comma 389): un piano certamente emendabile, su cui il territorio dovrà essere chiamato a discutere al fine di addivenire al rilancio produttivo, all’insediamento di nuove iniziative economiche, alla conservazione dell’attuale occupazione, attraverso riqualificazione professionale (anche grazie ai finanziamenti previsti dal D.Lgs 47/2020 art. 23 comma 8) e all’incremento occupazionale. Un piano, quindi, focalizzato sulla ripresa delle attività industriali, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, sulla attrazione di nuovi investimenti, sulla riqualificazione dei siti oggetto di insediamento Enel attraverso il recupero ambientale con le più innovative tecnologie nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma anche su una nuova industria green, che non solo aprirebbe la strada ad altri progetti ed altri investimenti, ma di cui Enel deve far parte, come operatore di grande rilevanza che deve rimanere su questo territorio sostenendo la transizione e garantendo i necessari investimenti.
3) Costante e continua interlocuzione con ENEL finalizzata ai contenuti del piano industriale al fine di prevedere progetti concreti di sviluppo: il territorio, infatti, con questo documento, chiede, progetti che possano dare risposta alle esigenze di riqualificazione delle imprese, che possano consentire sviluppo, ma soprattutto che garantiscano il posto di lavoro ai tanti lavoratori sia diretti che indiretti occupati attualmente in centrale, con particolare attenzione al settore metalmeccanico, attualmente occupato nella manutenzione della centrale stessa e al comparto dei lavoratori portuali che si occupano dello operazioni di scarico del carbone. In tal seno si auspica che venga posta grande attenzione sulle problematiche occupazionali che deriveranno necessariamente dal phase-out e che vengano mantenuti gli impegni assunti, riguardo sia alla valorizzazione delle aree non più utili alla generazione termoelettrica con nuovi progetti industriali, sia alla realizzazione di un hub logistico al fine di intercettare i flussi di merci sia dell’Unione Europea che extracomunitari che attraversano il Mediterraneo, così da rafforzare Civitavecchia sul piano dell’attività di logistica anche doganale, integrata e distributiva. A tal fine riteniamo che particolare attenzione debba essere posta sulle aree retroportuali e della zona industriale di Civitavecchia, ma soprattutto riteniamo che sia strategica la disponibilità delle aree di proprietà di ENEL che oggi sono vincolate da prescrizioni ambientali: si tratta di oltre 40 ha di pregio, immediatamente retrostanti l’impianto, e che, con la collaborazione del Ministero, potrebbero essere messe subito a disposizione per nuovi investimenti. Ovviamente sempre prevedendo di realizzare un altro spazio, come misura compensativa, di analoghe dimensioni e valore in una diversa localizzazione individuata all’interno del Comune di Civitavecchia.
4) Centralità del porto di Civitavecchia e più in generale dell’economia del mare, per il futuro sviluppo del territorio: a tal proposito è necessario accelerare le procedure per il riconoscimento della Zona Logistica Semplificata. L’istituzione della ZLS da parte della Regione Lazio, infatti, costituirebbe uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico del territorio e per la crescita dell’economia, delle imprese e, quindi, dell’occupazione. In questo contesto e al fine di potenziare la vocazione territoriale della blue economy è necessario completare le principali infrastrutture di collegamento, a partire dalla Orte Civitavecchia. Inoltre, è particolarmente opportuno sostenere le attività del porto di Civitavecchia in tema di efficientamento energetico e di realizzazione delle opere di ultimo miglio.
5) Eolico offshore: il territorio tutto conferma l’interesse per investimenti in questo campo, in particolare si esprime sostegno pieno per il progetto proposto da ENI, Cassa Depositi e Prestiti e altri partners, quali GreenIT e Copenaghen Infrastructure Partner, questo progetto, infatti, rappresenta, una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va, pertanto, sostenuto senza riserva alcuna. In tal senso, riteniamo fondamentale che il Governo, nell’adoperarsi per l’individuazione di strumenti condivisi utili allo sviluppo del territorio, metta in campo tutte le azioni, anche al livello legislativo, necessarie al fine di veder riconosciuta la strategicità del territorio come hub di allestimento di parchi eolici off shore per tutto il Mediterraneo, anche attraverso finanziamenti specifici, come quelli che sembrerebbero previsti in aree del Mezzogiorno per le stesse finalità (bozza Dl Energia del 23.10.2023). Al momento della firma ha voluto essere presente il Sindaco Ernesto Tedesco: “Con l’ottimo lavoro di raccolta e sintesi svolto sotto l’egida del Comune, anche grazie alla preziosa disponibilità della Vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, siamo arrivati ad un importante momento di proposta da parte del territorio nella sua interezza. Ringrazio l’assessore Francesco Serpa, la delegata Barbara La Rosa e chiunque ha partecipato alle varie fasi della stesura di un documento che rappresenta un momento storico per il territorio, finalmente unito nell’immaginare un futuro di salvaguardia occupazionale, sviluppo delle rinnovabili e miglioramento ambientale”. Aggiunge l’Assessore Francesco Serpa: “Esprimo soddisfazione per il lavoro svolto, che ha visto intersecarsi le competenze e le indicazioni di tutti i comparti interessati. Dotiamo la Regione Lazio di una base importante sulla quale costruire la proposta per una transizione dal carbone alle rinnovabili che sia rispettosa del territorio, delle imprese e dei lavoratori”. Questo invece il commento di Barbara La Rosa, consigliera delegata: “Rappresentare tutte le anime del territorio era la vera sfida di questo nostro lavoro. Lo abbiamo trasformato in opportunità, trovando una sintesi che potrà essere raccolta nelle sedi deputate, a partire dal tavolo ministeriale in programma domani stesso”. Hanno firmato il documento Comune di Civitavecchia, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale; Unindustria, Federlazio, Legacoop, Cna; Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb.





