Calderai a 360° sulla Fondazione Cariciv, la “Cassandra” aveva previsto tutto

"Ultimamente ho incontrato la presidentessa della Cariciv - racconta della Fondazione - le ho detto che le cose andrebbero cambiate radicalmente e che dovrebbe sollecitare le dimissioni di tutti i soci che per anni hanno espresso parere favorevole a bilanci che facevano acqua da tutte le parti"

L’avvocato Ezio Calderai era l’unico che, già a partire dal 2008, aveva pronostico la sciagurata fine della Fondazione Cariciv. Un’ente che oggi è costretto a distribuire soltanto briciole sul territorio a causa di una gestione, diciamo così, quantomeno poco attenta delle sue risorse. Adesso i vertici sono diversi, alla guida c’è Gabriella Sarracco e le cose sono cambiate. Forse troppo tardi però, ed ecco che l’ex socio dissidente torna ad intervenire sulla vicenda: “Ultimamente ho incontrato la presidentessa della Cariciv – racconta della Fondazione – le ho detto che le cose andrebbero cambiate radicalmente e che dovrebbe sollecitare le dimissioni di tutti i soci che per anni hanno espresso parere favorevole a bilanci che facevano acqua da tutte le parti. I soci sono i maggiori responsabili a mio avviso, subito dopo i revisori dei conti; tutti dovrebbero dimettersi immediatamente. L’Organo di indirizzo invece ha sbagliato perchè doveva far decadere il Cda che, nell’operazione che ha portato alla truffa da 19 milioni, non ha seguito le sue indicazioni”. Calderai ripercorre le dinamiche che hanno portato al clamoroso e verticale ridimensionamento dell’ente: “La svolta dissennata parte dal 2008, è da quell’anno che cominciai a sollevare diverse questioni. La truffa è stata una sciagura annunciata, ma non la causa del dissesto, avendo rappresentato un acceleratore: gli effetti della gestione avrebbero condotto comunque al collasso. Oggi il bilancio piange, si possono distribuire solo le “mollichine” sul territorio, è davvero una tristezza. All’epoca c’era un vero e proprio crescendo Rossiniano delle elargizioni. Basti pensare che l’operazione che ha portato ad acquistare una televisione, clamorosamente indebitata, Provincia Tv della società Sintagma di Massimiliano Grasso, è costata 1 milione e 200 mila euro, e più di 4 milioni per la sua gestione. Assurdo”. Per Calderai la Sarracco sta facendo quello che è giusto con la politica fatta di tagli e austerity, “anche perchè non ci sono alternative”, ma il futuro resta denso di nubi: “Ogni volta che porterà un provvedimento in assemblea si troverà in difficoltà perchè dovranno approvarlo, smentendo se stessi, i soci che non hanno mai alzato un dito contro la precedente disastrosa gestione”.