Calcio, all’Inter Club Zanetti il Natale si festeggia con Berti

L'appuntamento è per giovedì 12 dicembre presso il Ristorante Villa Rosy, per la cena di fine anno del club in cui sarà presente anche uno degli idoli del club nerazzurro

Il Natale quando arriva arriva. E il Natale dell’Inter, non il team di Antonio Conte, ma quello dell’Inter Club Zanetti Civitavecchia-S.Marinella, è un Natale coi fiocchi. Che inizierà con il gran gala di fine anno, la cena riservata agli associati e allargati a tutti coloro che hanno il nerazzurro tatuato nell’anima. L’appuntamento è per giovedì 12 dicembre presso il Ristorante Villa Rosy, cena di fine anno del club, il secondo per numero di iscritti ben 315, nel Lazio dietro, ovviamente Roma. Una serata di stelle, impreziosita dalla presenza di una vecchia gloria del calcio nerazzurro, ovvero Nicola Berti, uno che una bella fetta di storia della Beneamata l’ha scritta. Duecentoventinove presenze condite da 29 gol per il centrocampista di Salsomaggiore in dieci anni di storia nerazzurra. Dove ha vinto tantissimo: uno scudetto nella stagione 88-89, due Coppe Uefa, nel 90-91 e nel 93-94. Maglia numero 8 sulle spalle, carattere fumantino, una bellezza fuori e dentro il campo. Di lui, nell’immaginario collettivo, rimane l’immagine di quel 23 novembre dell’88. Inter di scena di scena a Monaco di Baviera contro il Bayern. Nerazzurri avanti per 1-0, per effetto del gol messo a segno da Aldo Serena. Maglia bianca che splendeva sotto i riflettori dello stadio tedesco. Proprio lui, decise di mettersi in proprio e mettere il sigillo sul match. Era il minuto 71 di una partita maschia. Nicola Berti prese palla nella propria metà campo, chiudendo un’azione dei bavaresi per ripartire in controgioco. Azione travolgente, lui e il pallone, fusi in un tutt’uno: corse per sessanta metri, liberandosi di tre avversari e una volta a tu per tu con il portiere Aumann, lo battè con un destro chirurgico. Un gol fantastico, la corsa a tutto campo, l’abbraccio con i compagni. Estasi nerazzurra. Un gol pazzesco, di un ragazzo che sapeva come trattare il pallone, capace di accelerazioni improvvise. Quel gol rimase la gemma delle ventinove reti firmate con la maglia dell’Inter. Nicola Berti è stato la luce per l’Inter di Giovanni Trapattoni, regalandosi due coppe Uefa, contro Roma e Salisburgo. All’Inter apprezzarono il campione, che a dispetto delle notti brave per i locali della Milano bene, era sempre il primo ad arrivare la mattina ad Appiano per la seduta di allenamento. E il 12 dicembre, i riflettori saranno tutti per “Nicolino”, il suo essere essere e mai apparire. Ad accoglierlo, ci sarà la sua gente, quella che lo ha osannato durante le domeniche di pallone, ma ci saranno i dirigenti dell’Inter Club Zanetti, con in testa il presidente Tiziano Tedesco, il vice Federico Rugiu, il tesoriere Lello Tedesco, la segretaria Alessia Rugiu, il consigliere Pino Pugliano e tutti i soci, pronti a festeggiarlo come ai bei tempi di San Siro, quando il ciuffo di Nicola, sprizzava elettricità da tutti i pori. “Siamo molto felici dell’arrivo a Civitavecchia di Nicola Berti – ha detto il presidente del club, Tiziano Tedesco – C’è un intero popolo (nerazzurro) che attende solo di poter abbracciare una leggenda nerazzurra, oggi ambasciatore degli inter club, non avendo mai dimenticato quanto Nicola ha fatto per questi colori”. Poi il presidente, ha rilanciato l’impegno nel club. “Siamo il secondo nel Lazio dietro Roma, sempre presenti al seguito della Beneamata. Quest’anno abbiamo seguito l’Inter contro Udinese, Borussia Dortmund, sia in casa che in trasferta, Juventus, Slavia Praga, Verona,
e abbiamo già tante adesioni per la sfida contro il Barcellona che vale l’accesso agli ottavi. Il nostro obiettivo è portare sempre più gente a San Siro, soci e famiglie e soprattutto i giovani da… avviare al tifo nerazzurro. E poi, c’è il dato numerico perché contiamo di portare a 400 i nostri soci a fine stagione”. E allora, tutto pronto. I fari di Villa Rosy pronti ad illuminare la notte di Natale nerazzurra. Guest Star, Nicola Berti. Gli assenti, mai come stavolta, avranno irrimediabilmente torto.