“Mi trovo una volta ancora a dover denunciare comportamenti indecorosi da parte di chi dovrebbe rappresentare le Istituzioni. Nel corso del Consiglio Comunale del 5 luglio scorso, a margine del mio intervento a sostegno del Prefetto di Roma, sono stata nuovamente bersaglio di un attacco feroce e vigliacco, che con la politica ha ben poco a che spartire. Il sindaco, durante i lavori dell’aula, alla presenza di più testimoni, come risposta al mio intervento, dopo avermi appellata con il termine “patetica” mi ha caldamente consigliato di “stare attenta” e di occuparmi di mio figlio anzi che svolgere, come credo di fare, il mio ruolo di consigliera comunale. Voglio ricordare al Signor Avv. Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che seggo tra questi scranni rappresentando tutte le 437 persone che hanno scelto di scrivere il mio nome sulla scheda elettorale.

Quindi no, Sindaco, non starò a casa a fare solo la mamma. Sono stata eletta per svolgere il ruolo di consigliera comunale e non intendo tollerare il continuo tentativo di sminuire il mio operato, per meri pregiudizi di genere. Il Sindaco di Santa Marinella e Santa Severa che ha ricoperto vari ruoli nella politica non solo cittadina ma anche nazionale, dovrebbe ben sapere che la nostra Costituzione, tra i suoi principi fondamentali, sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini e la parità di trattamento, senza distinzione di sesso alcuna. Queste affermazioni violano tali principi fondamentali e non devono trovare posto in una società moderna e democratica, la società che poi vorrei lasciare proprio a mio figlio.
Come amministratrice locale, come donna e come madre non posso accettare che nessuna donna si senta offesa e sminuita nel proprio ambito lavorativo. Non possiamo accettare che a nessuna donna venga detto di pensare a fare la madre anzi che svolgere la propria professione o seguire la propria e legittima passione; non solo svilendo il ruolo di noi donne nella società ma anche minando l’impegno di tutti coloro che si battono quotidianamente affinché vengano garantite pari opportunità in ogni ambito.

A quanti uomini viene consigliato di fare il padre anzi che svolgere il proprio mestiere? Cosa ne pensano di queste parole i vertici del partito (PD) di cui il sindaco fa parte, un partito che da sempre dice di battersi per i diritti delle donne? Non continuate a restare in silenzio, per favore. I diritti delle donne devono essere tutelati sempre e per ognuna di noi, a prescindere dallo schieramento politico. Pretendiamo rispetto e invito caldamente tutte le forze politiche a stigmatizzare linguaggi e comportamenti discriminatori. Chiedo, per questo, al sindaco pubbliche scuse così come pubblico è stato l’ignobile affronto.

Le parole del sindaco sono pesanti come macigni, non sminuitele, non fate spallucce, non fate finta di niente. È proprio con questa mentalità che si è cercato di frenare le aspirazioni delle donne, sminuendo la nostra intelligenza e non riconoscendo le nostre competenze.
E noi invece continueremo a realizzarci nella sfera privata, professionale e anche politica.
Confido di trovare almeno questa volta, la vicinanza delle colleghe e dei colleghi di ogni schieramento, perché vi assicuro, questo messaggio non passerà in sordina”. Lo dichiara la consigliera comunale Alina Baciu.

“La consigliera Alina Baciu farebbe meglio a non inventare storie che possono essere smentite da fatti e testimoni. Ma soprattutto si rassegni all’idea che questa amministrazione, a dispetto dei sui tentativi di delegittimazione tutti falliti, proseguirà nel suo mandato elettorale per i prossimi 4 anni per portare a compimento tutti i progetti in atto”. Lo dichiara il sindaco Tidei che   ha anche annunciato che presenterà una querela per diffamazione nei confronti della consigliera Baciu che ha diffuso pubblicamente una   falsa ricostruzione di quanto è invece realmente accaduto nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale.

“La verità come sempre non è quella raccontata dalla consigliera che ha volutamente travisato i fatti. Dopo alcuni minuti durante i quali aveva seguitato a fare una serie di accuse, e illazioni puntualmente smentite già nel dibattito in aula, ho solo consigliato alla consigliera Baciu di non seguitare ad usare toni patetici e di essere meno aggressiva perché questo suo continuo stato di tensione alla fine le avrebbe potuto procurare solo altro stress e condurla alla depressione. Ovviamente il tono era sarcastico mentre l’invito ad essere più serena era sincero. Ed è per questo che le ho anche suggerito di godersi il suo bambino piuttosto che seguitare ad andare ogni giorno ad importunare i dipendenti comunali durante lo svolgimento della loro attività lavorative, impegnati, mi duole ricordalo, molto spesso a risanare ancora oggi i problemi lasciati in eredità dalla giunta presieduta dal sindaco Bacheca.

Ridicole le sue accuse nei mi confronti perché mai mi sono permesso nella mia vita di sminuire o relegare le donne al solo ruolo di madri e casalinghe mentre al contrario le ho sempre ammirate per la loro forza, determinazione coraggio e intelligenza, valori che le vedono sempre più primeggiare in tutti i settori lavorativi e sociali e politici.

Il vittimismo della Baciu forse alla ricerca di qualche facile consenso appare in questo contesto   quasi ridicolo.  Ma soprattutto non può rivolgermi critiche ed accuse totalmente infondate solo per avere un po’ di visibilità Tutto ciò non può essere tollerato oltre”. Lo afferma il sindaco Pietro Tidei.