Attig: “Ecco i numeri da brivido della Csp. Il Cda si dimetta per pudore”

"In appena 1 anno e mezzo tra stipendi del cda e consulenze, è andato in fumo quasi 1 milione di euro"

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“Dall’analisi degli equilibri economico finanziari degli esercizi finanziari 2017-2019 interessati all’avvio delle attività gestionali nel campo dei servizi conferiti in house con l’obbligo del possesso e verifica dei requisiti di cui all’art.192 del decreto legislativo 50/2016 sono stati individuati alcuni macro aggregati che ne stanno compromettendo il suo regolare funzionamento e la stessa continuità aziendale mettendo a serio rischio i posti di lavoro occupati”, lo afferma il consigliere comunale de La Svolta Fabiana Attig che snocciola tutti i numeri della partecipata. “In particolare sono stati analizzati due essenziali profili finanziari di seguito delineati :

rendiconto anno 2017

-decremento dei crediti vs clienti € 659.810,00

-incremento dei debiti vs fornitori € 1.593.900,00

Saldo netto negativo finanziario € 2.253.710,00 (debiti non estinti)

rendiconto anno 2018

-decremento dei crediti vs clienti € 102.564,00

-incremento dei debiti vs fornitori € 1.199.285,00 (debiti non estinti)

Saldo netto negativo finanziario € 1.301.849

-rendiconto anno 2019

-decremento dei crediti vs clienti € 617.730,00

-incremento dei debiti vs fornitori € 920.065,00

Saldo netto negativo finanziario € 1.537.795,00 (debiti none stinti)

.Questa situazione delinea la formazione di debiti che non riusciranno ad essere mai smaltiti con rischio di un costante incremento per effetto di una mancata e oculata gestione degli oneri Da una lettura economici per consentire un consolidamento degli equilibri economici occorre individuare economie di scale in ragione non inferiore a € 1.539.148,00. Fattori di scarsa economicità sono da ricercarsi nel tenore dei contratti in house providing in disequilibrio economico e in una serie di comparti di spesa non pienamente giustificati con la natura degli interventi a farsi. In buona sostanza, la tanto decantata “macchina gioiosa”, (CSP) dell’ex sindaco Cozzolino, mostra forti diseconomie non correttamente supportate da altrettanti processi di sviluppo in grado di garantire un recupero dei costi dei fattori d’investimento e di spesa corrente sostenuti. Più in particolare gli Irragionevoli determinazioni ed erogazioni di compensi e rimborsi spese attribuiti agli amministratori della CSP srl, Compensi ricordiamolo riconosciuti agli amministratori dal Socio unico. Ovvero dall’ex sindaco Cozzolino. Essi in fatti risulterebbero superare significativamente i limiti previsti dall’ art.11 comma 6 del TUSPP (decreto legislativo 175/2016 per la presenza di componenti reddituali non espressamente assentiti dalla legislazione vigente, senza considerare che il trattamento economico diviso per la quota fissa e la quota variabile la seconda andava commisurata ai risultati raggiunti in termini di miglioramento dei parametri di efficienza ed economicità. A questo si deve aggiungere che il Cda per la voce “rimborsi” otterrebbe 5.000 circa euro mensili così come riferito dai servizi finanziari a partire dal 2018. Per quanto attiene la gestione del personale, la Commissione ha appurato che gli amministratori procedevano alla riduzione delle retribuzioni di alcuni dipendenti generando un contenzioso innanzi al Giudice del lavoro per il recupero degli abbattimenti operati. In generale, la gestione del personale appare del tutto irrazionale, inefficienti ed anzi, spesso controproducente per la mancanza di una governance in grado di migliorare il margine di produttività del personale in uno con processi di crescita e di riqualificazione. Altro fattore a cui come Presidente ho prestato molta attenzione sono innumerevoli consulenze che il CDA della Csp, ha conferito. Consulenze e collaboratori, periodo 2018 – primo semestre 2019 per un costo totale di circa euro 320.000. Questione questa molto singolare se si pensa che, l’allora Cozzolino nell’ottica del risparmio di gestione, con la delibera di Consiglio Comunale del 28/5/2018 n. 51, dispone l’ampliamento della composizione dell’organo amministrativo da uno a tre componenti, proprio per perseguire la finalità del principio di efficienza – efficacia – economicità. Non c’è che dire. In appena 1 anno e mezzo tra stipendi del cda e consulenze, è andato in fumo quasi 1 milione di euro! In buona sostanza occorre re-iscrivere il modello gestionale attraverso una profonda innovazione del sistema della governace, rimuovere gli ostacoli come ad esempio il CDA, che per pudore dovrebbe esso stesso dimettersi immediatamente, in quanto allo stato attuale stanno compromettendo il regolare funzionamento della società Partecipata dell’ente”.