L’amministrazione comunale di Civitavecchia ha inviato le osservazioni alla Regione Lazio firmate dal sindaco Marco Piendibene, per manifestare la contrarietà all’ampliamento della discarica di Fosso del Crepacuore. Il Pincio ha puntato sul contesto territoriale e sanitario, caratterizzato da “attività portuali ad elevato traffico portuale, traffico veicolare pesante, impianti industriali ed energetici”. Rimarcando il parere sfavorevole della Asl Roma 4. Il Comune chiede anche la Vis, la Valutazione di impatto sanitario.
“Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Civitavecchia annuncia l’avvenuto deposito delle proprie osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (PAUR) presso la Regione Lazio, per esprimere totale e irrevocabile contrarietà al progetto della MAD Srl relativo al sito di Fosso Crepacuore.
Quello che la società proponente tenta di far passare come un mero “ampliamento”, è a tutti gli effetti il tentativo di aprire una nuova discarica su un invaso ormai completamente esaurito. Nelle nostre osservazioni abbiamo smontato il progetto punto per punto, evidenziando in primo luogo l’assoluta incompatibilità sanitaria dell’opera. Il nostro territorio paga già un prezzo altissimo in termini di vite umane, come certificato dallo studio DEP Lazio del 2016: aggiungere una nuova fonte inquinante è impensabile, come confermato dai recenti e perentori pareri negativi già espressi dalla ASL Roma 4 e dal Comune di Civitavecchia, che certificano l’insostenibilità del progetto per la salute pubblica e per il traffico pesante.
Abbiamo inoltre contestato la mancata valutazione del cumulo degli impatti: Civitavecchia non può continuare a essere la pattumiera del Lazio ignorando i nuovi gravosi carichi ambientali in arrivo, dal maxibiodigestore fino al drammatico rinvio al 2038 del phase-out del carbone sancito dal recente “Decreto Bollette”, che condanna la centrale di Torrevaldaliga Nord a inquinare per oltre un altro decennio.
Il progetto ha inoltre il sapore della beffa, mortificando gli sforzi dei cittadini che dal 2019 si impegnano virtuosamente nella raccolta porta a porta. Infine, abbiamo formalmente richiesto agli Enti di vagliare con estremo rigore l’affidabilità gestionale della società MAD Srl, i cui vertici sono stati recentemente coinvolti in gravi e note inchieste giudiziarie legate alla gestione del ciclo dei rifiuti.
“Non permetteremo che la salute dei cittadini venga sacrificata ancora una volta per logiche di profitto o per l’incapacità regionale di chiudere il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso” dichiarano i portavoce del Gruppo Territoriale. “Con queste osservazioni blindiamo la nostra opposizione tecnica e politica: la Regione e le Autorità competenti hanno tutti gli elementi per rigettare definitivamente questo progetto. La salute non si baratta”.
Lanciamo infine un forte appello a tutti i rappresentanti politici del territorio, a ogni livello istituzionale: si faccia fronte comune per impedire categoricamente che la nuova discarica di Fosso Crepacuore e il progetto del biodigestore vengano inseriti nel Piano Regionale dei Rifiuti di prossima emanazione.
Invitiamo altresì tutti i cittadini, i comitati e le associazioni che vogliano difendere il nostro territorio a presentare le proprie osservazioni formali avverso il progetto alla Regione Lazio, ricordando che la scadenza tassativa per l’invio è fissata al 16/04/2026″.





