All’imbarco per Tunisi poliziotto estrae l’arma: “Guarda che ti sparo”

E' quanto si sente e si vede in un video che è circolato per tutto il giorno sui social network e che sta facendo molto parlare. Eccolo in allegato all'articolo

“Guarda che ti sparo”. E’ la frase che un agente di polizia ha rivolto ad un tunisino che stava imbarcandosi sulla nave per Tunisi al porto di Civitavecchia. Lo ha detto una volta aver estratto l’arma dalla fondina. E’ quanto si sente e si vede in un video che è circolato per tutto il giorno sui social network e che sta facendo molto parlare, tanto che tutti i maggiori quotidiani on line nazionali e non l’hanno pubblicato. Sul caso è comunque arrivata una nota della Polmare che spiega quanto sarebbe accaduto nella notte di mercoledì scorso. “Arrivati sul posto – si legge in una nota ufficiale della Polmare – gli agenti sono stati bloccati da una Mercedes con targa francese, che impediva l’accesso sia in direzione del “Catania” che in uscita dal porto creando una situazione di stallo per numerosi mezzi. I poliziotti si sono trovati di fronte a molte persone dagli animi esagitati che pretendevano di imbarcarsi immediatamente sulla nave diretta a Tunisi. Ma il traghetto, a causa del ritardato arrivo, non era ancora pronto e questo ha alimentato forti proteste. Gli agenti sono stati avvicinati dalle due guardie giurate che gli hanno raccontato di essere state accerchiate ed aggredite durante i tentativi di sedare gli animi. Il primo intervento per ripristinare la viabilità non è però andato a buon fine a causa della irremovibilità di chi stava protestando, che oltretutto alimentava il malumore anche degli altri automobilisti che si sentivano ostaggio di queste proteste, impossibilitate ad imbarcarsi su un’altra nave in partenza per la Sardegna. Gli agenti – prosegue il comunicato – hanno prima provato ad intavolare una trattativa per ristabilire l’ordine. Hanno chiesto più volte invano ai proprietari della Mercedes di spostarla, che al contrario li hanno accerchiati e strattonati fino a quando un cittadino tunisino, successivamente identificato grazie anche alle informazioni fornite da testimoni, ha colpito all’addome uno dei due operatori. Offese e strattonamenti che sono proseguiti anche con una sproporzione numerica che ha costretto uno dei due poliziotti ad estrarre l’arma di ordinanza a scopo intimidatorio per evitare ulteriori sopraffazioni. Solo dopo l’arrivo del personale del Commissariato, dei Carabinieri e della GdF, è stato possibile individuare ed arrestare tre tunisini che si erano scagliati contro i poliziotti. Infine – conclude la nota – in riferimento al video diffuso, che riprende un breve momento della concitata situazione, qualora emergessero profili di responsabilità degli operatori, saranno segnalati per i provvedimenti del caso”.


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