Al Nuovo Sala Gassman tre serate con “Il Sindaco del Rione Sanità”

Venerdì 3 e sabato 4 dalle ore 21.00, domenica 5 dalle ore 19.00, sul palco attori ed attrici della Compagnia “Il Sorriso della Blue in the Face” con la regia di Anna Baldoni

Al Nuovo Sala Gassman, tre serate con “Il Sindaco del Rione Sanità”. Venerdì 3 e sabato 4 dalle ore 21.00, domenica 5 dalle ore 19.00, sul palco attori ed attrici della Compagnia “Il Sorriso della Blue in the Face” con la regia di Anna Baldoni. Capolavoro di Eduardo De Filippo, il suddetto si ispira ad un personaggio realmente esistito, persona d’età e di imponente struttura corporea appartenente a una famiglia benestante. Antonio Barricano, protagonista del lavoro teatrale – chiariva Eduardo – non è un “padrino” ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l’ingiustizia e che, proprio per amore della giustizia e sfiducia negli uomini, se la fa da sé.

L’opera. La commedia del 1960 esprimeva, secondo l’autore, la crisi della giustizia della società italiana di quegli anni, per cui chiedeva “Non è forse per la mancanza di giustizia che ci troviamo in questa condizione?”. Ancora oggi di grande attualità, è tra le più interessanti della produzione drammaturgica di Eduardo e rappresenta una presa di coscienza civile nei confronti della società che si sta degradando sempre di più verso una crisi nazionale della giustizia che già traspare all’orizzonte. Antonio Barracano, con l’aiuto dell’amico medico Fabio Della Ragione, si avvale del suo carisma per amministrare la giustizia nel Rione Sanità, seguendo i suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Alcuni critici videro in Antonio Barracano un capo della camorra, altri un uomo che aveva ben in mente il senso della giustizia. Fu lo stesso Eduardo, in occasione di una trasmissione televisiva del 1979, a precisare che Don Antonio solo accidentalmente è coevo al suo tempo, ma in realtà accarezza una nobile e primitiva visione del mondo, alimentata dal ricordo del suo passato e dal desiderio di un avvenire migliore. “Non è un “padrino” – dirà – ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l’ingiustizia e che, per sfiducia negli uomini, si fa giustizia da sé con la speranza che si realizzi alla fine un mondo che sia “meno rotondo e un poco più quadrato””.