A Civitavecchia può arrivare il biodigestore, Ambyenta Lazio: “Ecco perché sarà un’opportunità”

L'intervento del presidente della società proponente per spiegare nel dettaglio tutte le dinamiche e gli aspetti del progetto

Il presidente di Ambyenta Lazio Gianfranco Giolitti è intervenuto per spiegare le dinamiche del progetto del biodigestore a Civitavecchia, in zona industriale e per tranquillizzare il territorio sull’impianto di smaltimento rifiuti. Come è noto comitati, associazioni e Comune sono contrari alla realizzazione del progetto. “L’impianto di Civitavecchia, sviluppato da Ambyenta Lazio del gruppo Edison, è di ultima generazione e in ottica di economia circolare trasforma il rifiuto “umido” (FORSU) e il verde proveniente da potature, in biogas che è un combustibile gassoso rinnovabile, e in compost, ovvero un fertilizzante per l’agricoltura. Il processo di trasformazione si basa su un ciclo di fermentazione assolutamente naturale che prende il nome di digestione anaerobica – spiega Giolitti -. Tutto il Centro-Sud Italia sconta un divario impiantistico estremamente rilevante in termini di capacità di trattamento della FORSU, i cui volumi sono peraltro in costante aumento. Il Lazio porta in impianti fuori dai confini regionali oltre il 50% della FORSU raccolta con impatti ambientali ed economici che vengono scontati da tutta la cittadinanza. L’impianto di Civitavecchia può dare un contributo concreto alla risoluzione di questi problemi ed è un’iniziativa strategica per il territorio. L’impianto è stato progettato ponendo particolare attenzione alla sua integrazione nel paesaggio, minimizzando l’impatto visivo con una progettazione architettonica efficace e il ricorso a piante di specie locali. La trasformazione dei rifiuti organici avviene attraverso processi biologici naturali che non generano impatti dannosi sull’ambiente. L’impianto – aggiunge il presidente di Ambyenta – renderà completamente autosufficiente il Comune di Civitavecchia nel recupero e riciclo dei propri rifiuti urbani portando risparmi significativi rispetto ai costi attualmente sostenuti dalla cittadinanza. Ci saranno ricadute occupazionali positive grazie al coinvolgimento di imprese locali nella realizzazione e successiva gestione dell’impianto. Inoltre, questo progetto è il primo di un percorso di collaborazione con il territorio che ci vede impegnati in prima linea, come Gruppo Edison, nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini, nella tutela dell’ambiente e nella valorizzazione delle sue risorse. Siamo a disposizione come partner nel processo di trasformazione che nei prossimi anni coinvolgerà le infrastrutture strategiche della città, a cominciare da quella portuale”.