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24^g/ Inter - Bologna 0 - 3

Nerazzurri disarmati e disarmanti. Ma le colpe stanno in alto

di FRANCESCO GUGLIELMINI

In un'immaginaria sfida a "Risiko", l'obiettivo di "distruggere le armate nerazzurre" non esiste. Per forza: obiettivo troppo facile, protesterebbero pure le mie figlie, con le quali ingaggio spesso epiche battaglie alla conquista di Jacuzia e Kamchatka. Inoltre il vocabolo "armata" richiama un concetto di potenza militaresca che davvero mal si abbina a una squadra come la nostra Inter, che è viceversa "dis-armata", oltre che disarmante. L'unica arma a disposizione sembra essere la pazienza di noi tifosi, ma - a giudicare dalla contestazione di fine partita - anche questa sta cominciando (giustamente) a vacillare.

Va bene tutto, va bene la fine di un ciclo vincente: ma Acquafresca (Acquafresca...) che fa slalom fra cinque nostri difensori, prende la mira e batte (abbatte) Julio Cesar, questo no. C'è un limite a tutto, pure alla decenza.

Impossibile un'analisi tecnica della gara: troppo ampio il divario col Bologna sul piano della corsa, dell'entusiasmo e della compattezza. Meno difficile trovare i responsabili di questa situazione: sono tutti coloro che hanno pensato che una squadra vincente debba continuare, quasi per inerzia, a essere tale; quelli che hanno creduto che, dopo anni di scelte azzeccate e talvolta geniali, lo stesso intuito potesse portare a sostituire Eto'o con Forlan.

E, se scorriamo la formazione del triplete e quella di ieri, ci accorgiamo pure che al posto di Balotelli ci sono Faraoni e Castaignos, mentre Thiago Motta è sostituito da Poli (o Palombo, tanto è uguale). E, proseguendo così, aggiungo pure che né Alvarez né Zarate valgono Pandev, e Pazzini non è "quel" Milito. Già che ci siamo, ricordo pure che, causa infortunio, ieri sera lo sguardo truce di Samuel ha lasciato il posto agli occhi atterriti di Ranocchia. Infine, ma non meno importante: chi era in campo ieri, degli eroi (già all'epoca "stagionati") del Bernabeu, ha due anni in più e tante motivazioni in meno.

Ranieri non c'entra, insomma: altrimenti, dovremmo concludere che è incapace, esattamente come è stato detto di Benitez (viceversa, grande allenatore!), Leonardo e Gasperini. E l'elenco dei mister comincia a essere troppo lungo: possibile che a nessuno venga in mente che il difetto sta più a monte?

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