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Ricordato padre Gianfranco Maria Chiti, generale e frate

Proprio quest'anno è stata avviata la causa di beatificazione

da sx generaleIeri pomeriggio, venerdì 13 novembre 2015, nell'aula magna della Scuola Sottufficiali dell'Esercito di Viterbo, è stato ricordato il Generale dei Granatieri Gianfranco Maria Chiti, che dopo il congedo indossò il saio francescano e per il quale è stata avviata quest'anno la causa di beatificazione.

Figura mitica quella di Chiti, efficacemente tratteggiata dal Generale Mario Sperduti che in una approfondita e articolata esposizione ne ha sottolineato le ricordato padre Gianfranco Maria Chiti, generale e frate, prossimo Beato della Chiesavirtù militari e la grande fede cristiana.

"È stato un comandante eccezionale – ha detto Sperduti - nella sua vita ha dovuto affrontare tanti ostacoli: le insidie e le crudeltà della guerra, l'ostilità di colleghi invidiosi, l'incomprensione di alcuni. Ma ha dimostrato sempre di essere soldato della Patria e soldato in Cristo. La caserma era la sua casa e dimostrava attenzioni e premure verso i propri dipendenti, avendo sempre una parola di conforto e di esortazione per tutti."

Al termine dell'interessante conferenza, Eleonora Petroni, capo corso del 18° corso allievi marescialli, ha consegnato al conferenziere lo spadino da allievo. Il Generale Sperduti ha contraccambiato donando un quadro con le fotografie di Chiti in divisa militare e saio francescano.

Hanno assistito alla conferenza il Generale di Brigata Vittorio Stella, il Colonnello Stefano Di Sarra, alcuni frati del convento di Orvieto, gli Allievi Marescialli, molti Ufficiali e Sottufficiali che hanno conosciuto Padre Chiti e ne conservano un bellissimo ricordo.

Nato a Gignese (Novara) il 6 maggio 1921, Gianfranco Maria Chiti nel 1925 si trasferisce a Pesaro con la famiglia. Iscritto in gioventù all'Azione Cattolica, entra prima in un collegio militare e poi nell'accademia di Modena da dove esce il 29 aprile 1941 con il grado di sottotenente ed è assegnato al Terzo Reggimento Granatieri di stanza a Viterbo.

Partecipa al secondo conflitto mondiale prima sui fronti sloveno-croato e greco e quindi su quello russo, dove viene ferito in combattimento e decorato con medaglia di bronzo al valor militare e due croci al merito di guerra.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderisce alla RSI e si adopera per salvare le vite di civili ed evitare rappresaglie. Al termine del conflitto è prigioniero degli alleati nei campi di prigionia di Livorno, Coltano e Laterina. Liberato, è sottoposto a processo di epurazione e per vivere insegna matematica e fisica nel Liceo Ginnasio "Giuseppe Colasanzio" degli Scolopi a Campi Salentina (Lecce).

Scagionato da ogni accusa, è reintegrato nell'Esercito Italiano e presta servizio in Somalia, Cesano, Roma e Civitavecchia. Dal 1973 al 1978 è Comandante della Scuola Allievi Sottufficiali dell'Esercito di Viterbo. Congedato con il grado di Generale di Brigata entra nel convento di Rieti e il 12 settembre 1982 è ordinato sacerdote. Ricostruisce, grazie all'aiuto dei suoi Granatieri e di quanti lo hanno conosciuto, il vecchio convento di Orvieto. Muore nell'ospedale militare del Celio di Roma il 20 novembre 2004. L'8 maggio 2015 è stata avviata la procedura per la beatificazione e la canonizzazione di padre Chiti.

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Appunti

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D'uscì de casa e annammene un po' in giro
Pe nun sta sempre a letto come un ghiro
E entrà pur'io ner clima natalizzio

Segue...