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Omaggio al merito di un artista civitavecchiese: Arnaldo Massarelli

di Maria Grazia Verzani
Nelle case dei civitavecchiesi non mancano mai, appese alle pareti o custodite in qualche cassetto le stampe di Arnaldo Massarelli, noto artista locale, la cui versatilità non è facile da definire. Progettista capo dell'Ufficio tecnico alla S.T.E.F.E.R di Roma, potrebbe far pensare a una natura prettamente legata al disegno tecnico. L'amore per la sua città di origine, la profonda conoscenza delle strade, monumenti e piazze e la sua curiosità innata lo hanno indotto invece a dedicare molta parte del suo tempo alla ricerca archivistica storica per la creazione di stampe, o vedute, come le definisce lui, dove la visione della realtà e dell'ambiente circostante vengono riprodotte secondo le regole della prospettiva, consegnandoci l'aspetto e l'espansione di Civitavecchia e del suo porto nel corso dei secoli.

Dalla sensibilità artistica di Arnaldo sono scaturite opere pregevoli per la loro chiarezza e bellezza, nelle quali egli riesce a far rivivere il percorso storico urbanistico della sua città come in un sogno, in cui però nulla è invenzione. Ogni ricercatore sembra trovare in queste vedute materiale utile e pregevole per documentare la storia di Civitavecchia e l'impianto portuale (dal 1495 al 1850). Dopo un lento e laborioso lavoro per il reperimento di fondi grazie all' Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia nel quadro del Programma Innovativo promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di alcune associazioni private ha potuto vedere pubblicato anche grazie all'apporto dell'editor, architetto Francesco Correnti, l'opera "Civitavecchia Veduta" con allegato un album con ben 26 vedute panoramiche originali, a colori. Un compendio di ricerche e un vero monumento alla memoria, presentato nella Sala Calamatta il 15 ottobre 2012 e poi donato alle scuole e alle biblioteche.
Arnaldo ha scritto e illustrato anche altro: un'opera dedicata alla chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte edita nel 1992 e degli interessanti articoli presenti nei bollettini nella Società Storica Civitavecchiese su Piazza Leandra e la sua fontana e soprattutto sul cosiddetto Ghetto, facendo luce sulle contraddizioni scaturite da un nome legato alla tradizione, ma non alla verità storica. Considerato quanto sopra è con grande piacere rendere noto ai civitavecchiesi che, l'Enciclopedia di scienze, lettere ed arti della TRECCANI,(ottava appendice nella sezione tecnica) ha pubblicata recentemente una veduta a colori di Massarelli, rappresentante Civitavecchia nel 1650, una delle sue prime piante urbanistiche vista dal lato terra, dove il punto di vista è posto a 200 metri di altezza sulla verticale della Chiesetta di San Francesco di Paola.
Si tratta di una Civitavecchia fortificata, circondata dalla cinta bastionata di Antonio da Sangallo il Giovane e la fortezza del Bramante con tutto il complesso difensivo della città e del suo porto.
In questa sezione, dove la TRECCANI rappresenta le sfide architettoniche e lo sviluppo della tecnica da parte d' insigni maestri, come la cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi, disegnata da Ludovico Cardi detto il Cingoli, schizzi architettonici di Leonardo da Vinci, sul Duomo di Milano, disegni di Francesco di Giorgio Martini dal trattato di Architettura civile e militare, la mappa della cittadella di Torino progettata da Francesco Paciotto ed altri insigni monumenti, non sfigura affatto la ricostruzione urbanistica seicentesca creata da Massarelli. C'è da osservare che, mentre le altre opere sono di mano dell'autore o di un suo contemporaneo, la pianta di Arnaldo è frutto delle sue ricerche , misurazioni e della sua creatività, senza le quali la ricostruzione, l'aspetto di Civitavecchia bastionata non sarebbe mai stato percepito in modo così esaustivo ed elegante come ha riuscito a fare il nostro. Onore al merito".

Maria Grazia Verzani (Società Storica Civitavecchiese)

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Appunti

Pasquino/er ciarlatano

Cor soriso che je scopriva er dente
Parlava da lo schermo ar cittadino,
Diceva che er futuro adè vicino,
Che presto nun ce mancherà più gnente.

Segue...