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Tradizioni della Pasqua a Civitavecchia /1

di Maria Grazia Verzani *

Il Venerdì Santo

Ugo_MarziNessuno ha saputo rendere meglio di Ugo Marzi una delle manifestazioni più caratteristiche e sentite della città, la Procissione del Venerdì Santo, in un poemetto in 50 sonetti, in cui segue dall'inizio alla fine quella che il poeta definisce una sacra rappresentazione itinerante. Fatta risalire verso l'anno Mille, la sacra rappresentazione è una delle forme più antiche di teatro a carattere sacro, in cui vengono scanditi i passi del Passio, la Passione di Gesù Cristo. Marzi si mischia al popolo che segue, assiepato lungo le strade, lo snodarsi dei penitenti incappucciati che non sembra finire mai. Con in sottofondo il ritmo dei tamburi, i rumori delle catene che producono un suono metallico e l'odore dei lampioni accesi, il poeta cerca di esprimere in modo eloquente ogni commento ogni respiro della sua gente.

La sera del venerdì santo come nella notte delle pastorelle la città si unisce intorno alle sue tradizioni e si colloca fuori dal tempo: la paura della morte, la rabbia per la condanna di un innocente da parte del potere iniquo e la speranza di una rinascita che avverrà dopo pochi giorni, infondono nei presenti, anche in quella meno attenti e non oranti, la speranza che tutto ha una fine e spesso la speranza è la migliore sfida per sconfiggere paure e difficoltà.

".....tra er rullo de'tamburi, a luci spente,

a passi grevi grevi, piano piano.

L'antico si congiunge cor presente"

Piazza Leandra è il luogo dell'inizio e della fine dell'evento, un luogo sacro oltre per le presenze religiose per essere il cuore antico rimasto a memoria di una città, che pur distrutta invasioni e dalla guerra, ha avuto il coraggio di tornare ad esistere in un binomio di Morte e di Resurrezione fra il suonare delle disciolte campaneLa Pizza di Pasqua civitavecchiese

Mentre assistono alla Pricissione le donne civitavecchiesi si confrontano sui risultati del loro impegno la pizza di Pasqua caratteristica e se qualcuna un po' scescia si lamenta per il risultato, un'altra più accorta le dà dei validi suggerimenti:

-Avemmaria..., Derfì, come t'è annata

A fa la pizza?- Me ce vò er Priore

De la Stella pe' falla lievitata

Come sta Pricissione de dolore

......................................

Fatte capace ner penziere e senti:

er giorno prima de formà l'impasto,

devi da preparatte l'ingredienti

che stanno ar fondamento de 'sto tasto.

Si, dioneguardi sbaji in 'sti momenti,

presempi, ..... un quarzivoja,....un ovo guasto,

quanno che vai a magnalla so accidenti,

senza penzà che 'er gusto 'n c'è rimasto.

Allora...prenni ar cecio un bon bicchiere

De vino rosso,...mejo s'è de quello

Torto in fraschetta,...fatto co' mistiere,

...............................

Vai giù a bottega e crompa un tantinello,...

Quaranta grammia dì, de semi d'anice.

Prima parte(continua)

* Società Storica Civitavecchiese

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Le opinioni

Università: quale futuro?

“Sono ormai circa tredici anni che l’Università è presente a Civitavecchia : una scommessa vinta dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Tidei che tra mille difficoltà e lo scetticismo di molti riuscì allora ad istituire un Polo Universitario coinvolgendo “Sapienza Università di Roma” e l’Università” La Tuscia” . Sono centinaia gli studenti che nel corso degli anni si sono laureati a Civitavecchia in Consulenza Aziendale, Ingegneria della Sicurezza, Ingegneria idraulica e dei trasporti, Scienze infermieristiche, Scienze Biologiche, Tecniche Erboristiche, Tecnico della riabilitazione psichiatrica.

Segue...