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Aule al freddo, “Per legge gli studenti non devono essere rimandati a casa?”

Oggi 9 gennaio alle ore 8 di mattina si è venuta a creare una situazione grottesca in alcune scuole di Civitavecchia. Sia la Cialdi e sia la Manzi, dove ho iscritto i miei figli, non avevano il riscaldamento funzionante nonostante il gelo annunciato già da molti giorni, un'altra situazione paradossale è stata questa, e cioè che mentre la Direzione della Manzi decideva di non far entrare i ragazzi nelle aule gelide e di rimandarli quindi a casa, la Direzione della Cialdi prendeva la decisione totalmente opposta, e cioè quella di far entrare i bambini nella fascia di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, nelle aule gelide con i giubbotti sciarpe, guanti e cappelli.

Per legge se non vado errato, la temperatura non può scendere sotto un certo valore che mi sembra si attesti intorno ai 18-22 gradi nelle giornate invernali con uno scarto non superiore a 1 grado in entrambi i casi (Decreto Legislativo 81/08 ss.mm.ii.), per cui se il gelo polare era stato annunciato già da molti giorni, come è stato possibile farsi cogliere impreparati in molte scuole di Civitavecchia?
Come è possibile che alcune scuole abbiano deciso di far entrare i bambini in classe con i giubbotti, sciarpe, guanti e cappelli, e di svolgere regolarmente le lezioni, nonostante la legge spieghi perfettamente che la temperatura nelle aule non può essere più bassa di un determinato valore che ovviamente in queste giornate polari non può essere raggiunto senza il riscaldamento acceso?

Un genitore

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Appunti

Pasquino/er ciarlatano

Cor soriso che je scopriva er dente
Parlava da lo schermo ar cittadino,
Diceva che er futuro adè vicino,
Che presto nun ce mancherà più gnente.

Segue...