Attenzione: apre in una nuova finestra. Stampa

S.Gordiano/Presidente ci spieghi perché per l'errore di un giocatore deve pagare tutta la squadra

La storia spezzata dei ragazzi del S.Gordiano Calcio '96

Sono un genitore che come tanti vede nello sport un formidabile mezzo di educazione civile e sociale per propri figli, prima ancora e, a prescindere, dal risultato sportivo stesso. Iscrivere il proprio figlio - nel mio caso alla squadra di calcio in oggetto - è anche poter affidare ad un "luogo sano e sicuro" i ragazzi. Piuttosto che starsene in strada molto meglio gli allenamenti settimanali e le partite presso le strutture organizzate. Sapere dove stanno i propri figli è una tranqullità per ogni famiglia, soprattutto in questi tempi e alla loro età.

La scorsa estate, noi famiglie dei ragazzi nati nel 1996, siamo stati più volte contattati dalla società San Gordiano Calcio. Convocati in una torrida serata di agosto ci hanno spiegato i progetti della società e convinto a firmare "il cartellino" dei nostri figli.

Il campionato per i "96" non era certo iniziato nel migliore dei modi. Una serie di pesanti sconfitte iniziarono a minare il morale dei ragazzi. Poi, forse per rispetto della cabala che vuole la squadra vincente dopo l'arrivo di un nuovo "mister", le cose migliorarono decisamente e arrivò così la prima vittoria che i ragazzi festeggiarono con comprensibile grande fervore.

Con il morale alle stelle i ragazzi durante la settimana preparano a puntino la gara successiva con la coetanea squadra del Montespaccato.

Durante quella partita, un ragazzo – si legga bene UN SOLO RAGAZZO - con gesto assolutamente da condannare ebbe a che fare con l'arbitro e quindi giustamente espulso

All'indomani (domenica 6 u.s.) di questo disdicevole episodio il presidente del San Gordiano Calcio, con una decisione che i dirigenti della società raccontano del tutto personale - SENZA AVVISARE RAGAZZI E FAMIGLIE – cancella dal campionato la squadra del '96 tramite la sola affissione pomeridiano di un foglietto in bacheca.

Del tutto ignari di quanto avvenuto, perché da nessuno avvisati, della pur gravissima e devastante decisione, Il lunedì successivo tutti i ragazzi si presentano all'allenamento. E' grande lo scoramento quando ai ragazzi quindicenni viene comunicato che la loro squadra - per il deplorevole gesto di un solo ragazzo - non esiste più. Lo scoramento diventa mortificazione quando arriva l'invito di tornarsene a casa atteso il divieto ad allenarsi e mettendo così in strada dei minorenni che le famiglie sapevano essere ad allenarsi.

Come può un presidente di una società che dovrebbe avere come principale missione l'aggregazione e l'educazione giovanile, prendere una decisione così grave contro dei ragazzini minorenni ignari e incolpevoli?

Come può un presidente non considerare i pericoli nell'allontanare di fatto dalla struttura dei minorenni quando le famiglie li sapevano al sicuro?

Non mi sembra questo il modello educativo migliore che la nostra città offre ai giovani.

Forse mi sfugge qualcosa per questo mi piacerebbe conoscere le motivazioni che hanno portato il presidente a tale decisione. Lo chiedo attraverso di Voi sperando di avere maggior riscontro perché alla mia precedente lettera inviata direttamente e solo alla società nessuno si è degnato di rispondere.

Cordiali saluti.

Bruno Martini

Share |

Appunti

"Gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie fondamentali per il rilancio dell'economia"

"Il Consiglio dei ministri ha rinviato alla prossima riunione la decisione sulla proroga degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico, per poter verificare, nel frattempo, tutti gli aspetti di carattere tecnico e finanziario. Auspichiamo il via libera a un provvedimento che avrebbe subito effetti positivi sull'economia". Così Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia.

Segue...