Giovedì 03 Marzo 2011 16:59 In Rubriche tematiche / L'editoriale
Mega-discarica e territorio da difendere, Arrow bio e area metropolitana
di GIUSEPPE BACCARELLI
Il protocollo firmato dal sindaco di Roma e dal ministro della Difesa è un duro colpo per il territorio. Prospetta l'insediamento di una nuova, pesante servitù che andrebbe a incidere (il condizionale è quello che rimane in fatto di ottimismo e speranza) su una situazione ambientale già ricca, troppo ricca di criticità.
Nell'accordo del 13 dicembre, Alemanno e La Russa non prevedono soltanto il trasferimento alla Farnesiana dei rifiuti della Capitale, ma anche tutto il processo di trattamento e smaltimento che dovrebbe culminare con la realizzazione di un gassificatore. Tale tipo di impianto - stando alla letteratura tecnica facilmente reperibile sul web - rappresenta un notevole passo avanti rispetto agli inceneritori, ma libera ugualmente nell'atmosfera polveri sottili, ossidi di azoto, metalli pesanti, diossine, furani... Si tratterebbe di produzioni inquinanti fortemente più basse di quelle dei vecchi e obsoleti inceneritori, ma modeste che siano sono aggiunte inaccettabili e improponibili a un territorio che in fatto di inquinamento ha già dato moltissimo e avuto pochissimo.
Adesso c'è da confidare sulla mobilitazione e sull'efficacia dell'azione istituzionale. Con Civitavecchia che dovrà svolgere un ruolo da capofila in quanto centro di riferimento del comprensorio ed anche (piccola aggiunta) perché la Farnesiana è sì territorio di Allumiere, ma in linea d'aria la discarica sarebbe più vicina al Pincio che al comune collinare. Vedremo se la città saprà svolgere questo ruolo. In passato, in molte occasioni non è stata all'altezza, ma le sfide e gli appelli non finiscono mai e si può sempre recuperare.
Comunque, il protocollo Alemanno-La Russa non è un duro colpo soltanto per il territorio. La botta subita da soggetti e progetti politici è altrettanto forte, se non di più.
Le firme del 13 dicembre mandano infatti in briciole l'idea che in un percorso istituzionale verticale all'interno dello stesso schieramento politico - in questo caso il Pdl - possa crearsi una fascia di rispetto, di considerazione e/o tutela garantita. Forse è anche per questo che, al di là degli interventi (dovuti) del sindaco Moscherini e dell'assessore all'Ambiente Roscioni (le cui precedenti prese di posizione sono state fin qui considerate ininfluenti), restano ancora in silenzio i pasdaran dell'amministrazione, per il momento spiazzati e probabilmente alla ricerca del sistema per uscire indenni dalla tenaglia contrastante costituita dal volere dei vertici e le esigenze della gente.
E traballa anche il progetto moscheriniano dell'Arrow bio. Il brevetto israeliano doveva essere sperimentato in Italia proprio a Civitavecchia, con un programma di vasta scala; tanto vasta che avrebbe dovuto utilizzare almeno una consistente fetta dei rifiuti della Capitale. Per la "mondezza" romana ora si profila un'altra strada e il piano Arrow bio (già molto poco credibile) diventa evanescente.
Nell'ottica del processo in corso per il riassetto istituzionale, risulta terremotata anche la visione di un'area metropolitana coincidente con l'intera provincia di Roma, tanto cara soprattutto al Pd. Alemanno e La Russa hanno potuto firmare quel protocollo in virtù di una revisione degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) che ha allargato quello di Roma dai confini comunali (come era in precedenza) all'intera provincia. Insomma, il Campidoglio ha agito - in una specie di grande e pericolosa simulazione - come capo, miope e di parte, dell'area metropolitana; e per questo lembo dell'Alto Lazio è andata malissimo.
E' vero che nel consiglio metropolitano (se mai si farà) ci saranno anche i rappresentanti di Civitavecchia e del comprensorio, ma quale sarà il loro peso? Avranno degli automatismi per accedere a dei benefici o per bloccare altre ipotetiche servitù? Oppure dovranno sempre rimettersi e sottomettersi alla benevolenza e alla comprensione di Roma?
La recente decisione sulla mega-discarica lascia dunque sul tappeto parecchi dubbi e "feriti" e una sola certezza: il comprensorio non può permettersi ulteriori sacrifici. Sta alle forze politiche, e in special modo alla maggioranza, difendere un territorio già severamente "occupato".
Le opinioni
Università: quale futuro?
“Sono ormai circa tredici anni che l’Università è presente a Civitavecchia : una scommessa vinta dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Tidei che tra mille difficoltà e lo scetticismo di molti riuscì allora ad istituire un Polo Universitario coinvolgendo “Sapienza Università di Roma” e l’Università” La Tuscia” . Sono centinaia gli studenti che nel corso degli anni si sono laureati a Civitavecchia in Consulenza Aziendale, Ingegneria della Sicurezza, Ingegneria idraulica e dei trasporti, Scienze infermieristiche, Scienze Biologiche, Tecniche Erboristiche, Tecnico della riabilitazione psichiatrica.La voce dei lettori
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