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S.Agostino/La Madonnina per la prima volta fuori dalla nicchia blindata

Sorpresa finale per i 1.200 gionani che hanno partecipato al pellegrinaggio dell'Unitalsi svoltosi a Tarquinia e Civitavecchia (foto Antonio Dolgetta)

CIVITAVECCHIA - Una grande sorpresa per giovani pellegrini dell'Unitalsi e della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia che hanno terminato stamane il meeting "Per-Correre la via della fede". Nel tendone della Parrocchia di Sant'Agostino che ha ospitato l'incontro finale - una liturgia della parola con la catechesi mariana tenuta da don Danilo Priori – è stata esposta in una teca di vetro la Madonnina delle lacrime. È la prima volta, da quando la statua venne deposta all'interno della Chiesa di Sant'Agostino nella nicchia vetrata, che la Madonnina viene spostata ed esposta alla devozione in luogo pubblico.

"Questo – ha spiegato il vescovo Luigi Marrucci, ringraziando la famiglia Gregori proprietaria della statua – per consentire ai numerosi giovani, molti dei quali in carrozzina, di poter svolgere la visita in modo sicuro e senza intralciare l'attività pastorale della parrocchia nel giorno di Pentecoste".

L'incontro odierno chiude una tre giorni che ha visto confluire nelle varie attività oltre 1.200 giovani provenienti da tutt'Italia.
"Per-Correre la via della fede col passo giovane – ha dichiarato nell'incontro finale don Danilo Priori, vice assistente nazionale dell'Unitalsi - significa inevitabilmente assaporare consapevoli la brezza dello Spirito; non a caso il vescovo Tonino Bello ripeteva con fermezza e convinzione che lo Spirito Santo è strutturalmente legato all'idea di giovinezza». Il sacerdote ha inoltre tracciato un bilancio della tre giorni in cui i giovani hanno pregato, riflettuto e condiviso momenti di festa e solidarietà. Don Priori ha poi sottolineato che, nel giorno di Pentecoste «abbiamo voluto concludere l'incontro con il saluto a Maria, madre del cenacolo, perché è lei l'immagine perfetta della Chiesa, il volto vero della Sposa che - rigenerata ogni volta a nuova bellezza dallo Spirito - non patisce le accuse delle macchie sul volto e delle ferite nel corpo». Da qui l'incitamento ai numerosi giovani «ancora una volta è tempo di gioia perché la quotidianità, quand'anche fosse arida e silente, si apre alla speranza; c'è una strada da percorrere fino in fondo, c'è una voce che rompe il silenzio e diventa Parola di vita, c'è Gesù che sempre e comunque attira a sè!".
Salutando i giovani partecipanti al termine dell'incontro a Sant'Agostino, il vescovo Luigi Marrucci ha ricordato il recente incontro con Papa Francesco, quando lo scorso 1° maggio ha accompagnato alla messa privata del Pontefice una delegazione della Comunità "Il Ponte". "Quando gli ho presentato il gruppo dei giovani e delle ragazze madri che vivono in una delle due strutture della diocesi – ha ricordato il presule - il santo Padre mi ha ripetuto quanto ho sempre creduto: 'Voglia bene alla carne di Cristo; questi nostri fratelli e sorelle sono carne di Cristo'".

Rivolto ai pellegrini, monsignor Marrucci ha ripetuto "è questo il messaggio che vi lascio, cari amici: amare e servire la "carne di Cristo" ogni giorno, ricordando che soltanto chi abita Dio, ama e serve la carne del suo Figlio, nei fratelli. "Tornate nelle vostre città, – ha poi aggiunto - nei luoghi in cui condividete la vita, lo studio, il lavoro e lì narrate con la vostra vita che Dio è Amore, che Gesù Cristo è Persona viva e presente in ogni fratello e sorella, soprattutto se ha qualche difficoltà".
Il culmine della tre giorni si è avuto ieri sera con la Veglia di Pentecoste nel Porto Storico di Civitavecchia. La celebrazione eucaristica, che ha visto la partecipazione di circa duemila persone, è stata presieduta dal vescovo Luigi Marrucci e concelebrata da quaranta tra sacerdoti e diaconi della diocesi.
Nell'omelia, monsignor Marrucci ha parlato dello Spirito Santo secondo la narrazione dell'evangelista Giovanni. "Il quarto vangelo attribuisce a Gesù e allo Spirito Santo la stessa identificazione dinamica: cioè sono Persone divine", ha ricordato il vescovo Luigi. "Con il Padre, il Figlio e lo Spirito, sono un unico Dio".

Cinque – secondo il vescovo - gli elementi che descrivono lo Spirito Santo: è Paraclito "l'avvocato presso il Padre, presenza che rimane sempre con noi". Lo Spirito Santo, con la sua opera, "è colui che fa memoria e fa comprendere tutto ciò che è oscuro a livello spirituale". Lo Spirito Santo "è artefice di testimonianza: ci dice chi è il Padre e chi è Gesù e rende le persone che accolgono tale dichiarazione, idonee a fare altrettanto, ad essere cioè testimoni". Lo Spirito Santo poi è «Colui che rimprovera, ammonisce, ma anche aiuta a comprendere quelle cose che ancora non sono conosciute». Infine, lo Spirito Santo, è colui che "porta a compimento tutto ciò che è stato detto, dà senso agli avvenimenti, alla storia che Dio incessantemente scrive". 
La serata di ieri aveva avuto come prologo un pomeriggio di festa e svago per i giovani con una passeggiata sul Lungomare di Civitavecchia seguito dalla cena "GiovaniinGala" presso il Forte Michelangelo.
Qui, inoltre, si sono svolto i saluti delle autorità cittadine e i partecipanti hanno potuto sottoscrivere la petizione all'Unione Europea "Uno di Noi" per promuovere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell'integrità di ogni essere umano fin dal concepimento. La petizione è promossa in sette Paesi europei e nel comitato italiano, composto dalle maggiori organizzazioni cattoliche, aderisce anche l'Unitalsi.

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Appunti

Pasquino/Er traffico

Passanno giorni fa per centro urbano,
Me sò trovato in mezzo a un gran casino
Dove per poco nun me ciaruvino,
Perché a ognuno je rode er deretano.

Segue...